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Mejishi, Ogi, isola di Sado, prefettura di Niigata, in Giappone. (Charles Fréger)
Senza titolo, per Toiletpaper. (Maurizio Cattelan e Pierpaolo Ferrari.)
Strumenti usati per l’aborto esposti nel museo della contraccezione dell’aborto di Vienna, agosto 2015. (Laia Abril, Institute)
The others, fase 1, 2009-2013. (Olivier Culmann, Per gentile concessione dell'agenzia Tendance Floue)
White ink, 2016. (Alinka Echeverria, Bmw residency/Museo Nicéphore Niépce)
Casa, 2016. (Michael Ackerman)
Studi cinematografici di Cinecittà, Roma, 2006. (Alfred Seiland)
Prigionieri francesi nel campo tedesco di Königsbrück, 1915 circa. (Collection Sébastien Lifshitz)
New Mexico, 1981. (Bernard Plossu)
West Hartlepool, Durham, 1963. (Don McCullin, Hamiltons gallery, Londra)

Benvenuti ad Arles

Alla sua 47ª edizione il festival di fotografia Les rencontres d’Arles continua a essere un osservatorio privilegiato sul mondo della fotografia e sulle nuove tendenze e sui talenti internazionali.

Il direttore di questa edizione, Sam Stourdzé, ha scelto di non dare un tema centrale alla manifestazione, ma di presentare circa cinquanta mostre complementari, che interagiscono tra loro. La sezione off ospita altri 89 lavori, e in tutta la città ci saranno proiezioni e letture portfolio.

Grande spazio è dedicato a Don McCullin, uno dei più importanti fotografi di guerra del ventesimo secolo, di cui sono esposte non solo le immagini dei conflitti (tra cui quello del Vietnam, di Cipro, del Libano e del Biafra), ma anche le prime foto scattate nella periferia di Londra, dove è nato e cresciuto, e i suoi studi sulla natura nel Somerset.

Un’altra mostra è dedicata alle opere provocatorie dell’artista Maurizio Cattelan e del fotografo Pierpaolo Ferrari, che nel 2010 hanno fondato la rivista Toiletpaper. Le loro immagini criticano la società dominata dal consumo e dall’apparenza attraverso un linguaggio che prende in prestito i codici della moda, del cinema e della pubblicità.

E poi, il lavoro della fotografa spagnola Laia Abril, che sta seguendo una storia sulla misoginia, con un primo capitolo dedicato all’aborto; quello di João Pina, che ha passato oltre dieci anni a indagare sull’operazione Condor e la scomparsa di 60mila oppositori politici durante sei dittature latinoamericane; e quello di Yan Morvan, con la sua enciclopedia dei campi di battaglia.

Il festival comincia il 4 luglio e le mostre resteranno aperte fino al 25 settembre 2016.

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