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La diga sul Metramo, costruita a metà degli anni settanta e costata 900 milioni di lire. La diga fu costruita per servire il quinto centro siderurgico di Gioia Tauro, che non fu mai realizzato. La struttura è una delle 13 dighe incompiute presenti sul territorio calabrese. (Martin Errichiello e Filippo Menichetti)
Nella piana di Gioia Tauro, nella zona di Rosarno sorge una delle tendopoli più popolate dell’Italia meridionale. Nelle stagioni più produttive vi soggiornano fino a 1.300 lavoratori stagionali, principalmente provenienti dal continente africano. La convivenza con la popolazione autoctona risulta spesso difficile: tra il 2008 ed il 2011 si sono verificati diversi attacchi razziali verso i lavoratori stranieri, generando vere e proprie rivolte da parte di questi ultimi. (Martin Errichiello e Filippo Menichetti)
Un Ficus magnolioide a Reggio Calabria, vicino al memoriale che ricorda i moti di Reggio, la rivolta avvenuta nella città dal 1970 al 1971. (Martin Errichiello e Filippo Menichetti)
Demolizione controllata del viadotto Italia, nella valle del Lao, Cosenza. (Martin Errichiello e Filippo Menichetti)
I residui di una miccia detonante vengono distrutti al termine di una demolizione controllata. (Martin Errichiello e Filippo Menichetti)
Piazza del Popolo a Reggio Calabria. (Martin Errichiello e Filippo Menichetti)
Un pastore pascola un gregge nell’area industriale del porto di Gioia Tauro, dove una volta sorgeva il villaggio di Eranova. (Martin Errichiello e Filippo Menichetti)
A pochi chilometri dal viadotto Italia, immersa nella valle del Lao, è conservata una delle testimonianze più preziose del paleolitico superiore italiano, il Bos Primigenius, un’ incisione raffigurante un uro, esemplare di bue estinto. Questo fu portato alla luce nel 1961 nella grotta del Romito, sito archeologico di rilevanza internazionale. (Martin Errichiello e Filippo Menichetti)
Ritratto di un lavoratore a Gioia Tauro. (Martin Errichiello e Filippo Menichetti)
Un’immagine d’archivio dei moti di Reggio, 1970. (Martin Errichiello e Filippo Menichetti)
Insetti e foglie raccolte in Calabria dall’entomologo Francesco Manti. Nel 2015, vicino a una fabbrica abbandonata a Saline Joniche, Manti ha scoperto il nido di una farfalla partcolare, la Danaus chrysippus, una specie originaria dell’Africa, che compie una lunga migrazione fino al sud dell’Europa. (Martin Errichiello e Filippo Menichetti)
Foto private degli abitanti di Eranova, il villaggio demolito nel 1980 per fare spazio alla quinto centro siderurgico più grande d’Italia. Il centro però non venne mai costruita e oggi, al suo posto, sorge il porto di Gioia Tauro. (Martin Errichiello e Filippo Menichetti)

Le cattedrali nel deserto della Calabria 

Nel 1961 il governo italiano guidato dal democristiano Amintore Fanfani definì il nuovo piano di costruzioni stradali e infrastrutture, tra cui la A3, l’autostrada Salerno-Reggio Calabria.

Contemporaneamente avviò un processo d’industrializzazione che coinvolse il sud dell’Italia. Nel 1971 il presidente del consiglio Emilio Colombo stanziò un pacchetto di 1.300 miliardi di lire per lo sviluppo industriale della Calabria: nel 1973 fu inaugurata la Liquichimica Biosintesi di Saline Joniche. Pochi giorni dopo la sua apertura, l’Istituto superiore di sanità denunciò la presenza di componenti cancerogene e la fabbrica chiuse; gli operai che ci lavoravano rimasero 23 anni in cassa integrazione. Ora la Liquichimica è una delle tante aree industriali abbandonate che si vedono dall’autostrada. Nel 1978 l’intero villaggio di Eranova venne demolito per far posto a un centro siderurgico mai realizzato.

Oggi la Calabria è ancora una regione di viadotti demoliti, dighe incompiute e “cattedrali nel deserto”; di emigranti, pastori e braccianti stranieri stagionali che lavorano come schiavi nella piana di Gioia Tauro. La giornalista Adele Cambria, per raccontare la sua terra, scrisse sull’Europeo che era “pietrificata in un principio di sviluppo economico, sociale e culturale che non si è mai avuto”.

Il 22 febbraio, Matteo Renzi ha annunciato che i lavori di completamento della Salerno-Reggio Calabria termineranno il 22 dicembre 2016.

Nel loro progetto artistico In quarta persona Martin Errichiello e Filippo Menichetti seguono i 442,9 chilometri di tortuoso percorso autostradale per raccontare la Calabria, regione “sospesa tra utopia e tradimento”.

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