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Ritratto in studio. (Masterji)
Ritratto in studio. (Masterji)
Gordanbhai Bh­­­akta, arrivato da Preston a Coventry per incontrare Masterji. (Masterji)
Ritratto in studio. (Masterji)
Ritratto in studio a colori. (Masterji)
Ritratto in studio. (Masterji)
La band Parvanna di Coventry. (Masterji)
A destra, Khan, un conducente di autobus di Coventry. (Masterji)
Ritratto in studio a colori. (Masterji)
Autoritratto. (Masterji)

Il primo fotografo indiano in Inghilterra

Maganbhai Patel, in arte Masterji (maestro), arriva nel Regno Unito dall’India nel 1951. Per sessant’anni documenta la vita della comunità asiatica di Coventry, in Inghilterra, con uno sguardo teatrale e ironico. Ma il suo nome e il suo lavoro sono rimasti sconosciuti fino all’anno scorso, quando una delle figlie ha esposto le sue immagini in una piccola mostra locale.

Masterji trascorre i suoi primi anni nel Regno Unito, insieme a sua moglie e ai suoi figli, tra ostelli e case condivise con altri migranti che venivano dalla Polonia, dall’Italia e dalla Giamaica. “Mia moglie ricorda questo periodo soprattutto per il freddo e le case terribili in cui abbiamo vissuto. Mentre io lo ricordo per le amicizie, i balli e le serate nei locali, suonando il pianoforte e cantando”, ha raccontato Masterji, che oggi ha 94 anni, al Guardian.

A Coventry trova lavoro nella fabbrica della General Electric, ma allo stesso tempo segue corsi di fotografia serali. Le famiglie della sua comunità cominciano a chiedergli di fare le foto alle loro feste: “Durante i matrimoni suggerivo agli sposi e agli altri invitati di posare come stelle del cinema. Questo li metteva a loro agio e si divertivano. Per me la fotografia era un mezzo per fare conoscenza con altre persone”.

Il suo lavoro come fotografo comincia a crescere e riceve sempre più richieste tra le persone della sua comunità. Così decide di lasciare il suo impiego nella fabbrica e aprire un suo studio fotografico nello stesso palazzo in cui abita. I suoi clienti, sopratutto di origine asiatica, vengono da tutto il mondo. Sono per lo più famiglie, che indossano gli abiti migliori che hanno, per farsi fare foto da mandare in India o da usare per i documenti d’identità, che Masterji ritrae su fondali dipinti a mano da un artista ungherese che ha conosciuto in un bar di Coventry.

Anche la sua famiglia compare spesso nei suoi ritratti: i figli seguono presto la carriera di Masterji e sono loro oggi a portare avanti l’attività dello studio.

Fino al 20 novembre, il Fargo creative village di Coventry, ospita la prima mostra dedicata a Masterji, realizzata in collaborazione con Photominers.

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