Le contraddizioni di Los Angeles
Figlio di immigrati messicani, Anthony Hernandez è nato e cresciuto a Los Angeles, la città di cui, dalla fine degli anni sessanta, ha ritratto ogni contraddizione: dallo sfarzo alla povertà, dalle architetture alle problematiche sociali.
Nella sua carriera ha cominciato con il bianco e nero per poi passare al colore, esplorando ogni genere fotografico, il ritratto e la street photography, l’approccio documentaristico e quello più astratto.
Una mostra a San Francisco presenta alcuni dei suoi lavori più importanti: dalle prime immagini scattate nelle strade di Los Angeles in bianco e nero alle foto a colori scattate a Rodeo Drive, Hollywood, negli anni ottanta. Un’ampia sezione è dedicata al progetto Angeles national forest, del 1986, in cui ha fotografo i bossoli e altri detriti esplosivi rimasti nei poligoni di tiro, e che segna l’inizio del suo interesse per i luoghi che suggeriscono una presenza svanita, un abbandono.
Come in uno dei suoi progetti più conosciuti, Landscapes for the homeless, completato nel 1991, in cui Hernandez esplora degli spazi un tempo usati dai senza fissa dimora e poi abbandonati: costruzioni in legno dove sono rimasti pochi oggetti come coperte e sacchi di plastica.
Infine, la mostra presenta alcune delle opere realizzate in questi ultimi anni tra Oakland e Baltimora fino a Roma, dedicate a luoghi in disuso come cantieri in fase di stallo, canali sotterranei ed edifici abbandonati.
Le foto di Hernandez saranno esposte al museo di arte moderna di San Francisco fino al 1 gennaio 2017.