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Pescatori a Punta de Araya, Venezuela, il 31 ottobre 2016. (Rodrigo Abd, Ap/Ansa)
Donne protestano contro l’arresto di tre uomini accusati di appartenere a una gang di criminali, a Punta de Araya, nello stato di Sucre, Venezuela, il 10 novembre 2016. Gli uomini sono in seguito stati rilasciati perché dichiarati innocenti. (Rodrigo Abd, Ap/Ansa)
Uomini sospettati di appartenere a gang di criminali aspettano nella cella di una stazione di polizia a Cumaná, nello stato di Sucre, il 7 novembre 2016. (Rodrigo Abd, Ap/Ansa)
Sulla spiaggia di Punta de Araya nello stato di Sucre, Venezuela, il 2 novembre 2016. Le famiglie dei pescatori controllano le spiagge contro possibili attacchi da parte dei pirati. (Rodrigo Abd, Ap/Ansa)
Due donne piangono la morte dei due fratelli uccisi durante un’operazione della polizia nello stato di Sucre, Venezuela, il 12 novembre 2016. I due uomini, che appartenevano a una famiglia di pescatori, erano sospettati di appartenere a una gang di criminali. (Rodrigo Abd, Ap/Ansa)
Due bambini di una famiglia di pescatori minacciata dai pirati, nella loro casa di Punta de Araya, Venezuela., l’8 novembre 2016. (Rodrigo Abd, Ap/Ansa)
Un uomo pattuglia la spiaggia di Punta de Araya, nello stato di Sucre, Venezuela, contro possibili attacchi da parte dei pirati, il 2 novembre 2016. (Rodrigo Abd, Ap/Ansa)
Un pescatore riposa sulla sua barca a Punta de Araya, Venezuela, l’8 novembre 2016. (Rodrigo Abd, Ap/Ansa)
Pescatori dormono prima di uscire in mare nella loro casa di Punta de Araya, Venezuela, il 2 novembre 2016. (Rodrigo Abd, Ap/Ansa)
Una famiglia di pescatori al ritorno dalla pesca, a Punta de Araya, Venezuela, il 2 novembre 2016. (Rodrigo Abd, Ap/Ansa)

I pirati del Venezuela

Sucre, uno stato sulla costa nordorientale del Venezuela, era una zona con un fiorente mercato ittico, soprattutto di tonno. Nella gravissima crisi economica che il paese sta attraversando, anche questo settore ha avuto un forte crollo: il commercio del petrolio è immobile, il bestiame sta morendo per mancanza di cibo, le regioni ricche di minerali non estraggono più metalli, i campi non producono più prodotti agricoli sufficienti.

Nel giugno del 2016, Sucre è stato l’epicentro di una serie di proteste per il cibo che sono poi scoppiate in tutto il paese. Alcune famiglie di Punta de Araya hanno superato l’estate nutrendosi di “zuppa di cane”, fatta con un brodo di acqua di mare e i resti dei pesciolini che di solito vengono rigettati in mare.

In questo contesto neppure le famiglie di pescatori riescono a sopravvivere e a mantenersi, per cui alcune decidono di usare le loro imbarcazioni per attività illegali, come il contrabbando di gas o di droga e la pirateria. Si sono formate numerose bande di pirati, pescatori ormai senza lavoro, che saccheggiano quei pochi che un lavoro ancora ce l’hanno. Le rapine avvengono quotidianamente e decine di pescatori sono morti: i pirati salgono sui pescherecci, rubano il pescato del giorno e poi buttano in mare i pescatori, a volte gli sparano.

Oggi, nello stato di Sucre il pescato annuo corrisponde a un terzo di quello del 2004, che era di 120mila tonnellate.

Le foto sono state scattate da Rodrigo Abd, fotografo dell’Ap, tra il 30 ottobre e il 30 novembre 2016.

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