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Proteste nell’aeroporto internazionale di Atlanta-Hartsfield-Jackson ad Atlanta, il 29 gennaio. (Chris Aluka Berry, Reuters/Contrasto)
I manifestanti bloccano il traffico nell’aeroporto internazionale di Los Angeles, il 29 gennaio. (Ted Soqui, Reuters/Contrasto)
L’aeroporto internazionale di Los Angeles, il 29 gennaio. (Ted Soqui, Reuters/Contrasto)
Fuori dal terminal 4 dell’aeroporto Jfk di New York, il 28 gennaio. (Stephen Yang, Reuters/Contrasto)
Una persona tira fuori un cartello con la scritta “Profughi benvenuti” dal tettino della sua auto, nell’aeroporto metropolitano di Detroit, il 29 gennaio. (Rebecca Cook, Reuters/Contrasto)
I manifestanti nel terminal 4 dell’aeroporto internazionale di San Francisco, il 29 gennaio. (Kate Munsch, Reuters/Contrasto)
Fuori dall’aeroporto internazionale di San Francisco, il 28 gennaio. (Kate Munsch, Reuters/Contrasto)
Alcuni musulmani pregano al ritiro bagagli all’aeroporto internazionale di Dallas-Fort Worth, il 29 gennaio. (Laura Buckman, Reuters/Contrasto)
Una donna esce con sua figlia dalla sala arrivi internazionali che è stata chiusa, nell’aeroporto internazionale di Filadelphia, il 29 gennaio. (Charles Mostoller, Reuters/Contrasto)
Fuori dall’aeroporto internazionale di Filadelphia, il 29 gennaio. (Charles Mostoller, Reuters/Contrasto)
Le proteste al ritiro bagagli dell’aeroporto metropolitano di Detroit, il 29 gennaio. (Rebecca Cook, Reuters/Contrasto)
L’aeroporto internazionale O’Hare di Chicago, il 28 gennaio. (Kamil Krzaczynski, Reuters/Contrasto)

La rivolta contro i divieti di Trump

Da Los Angeles a Washington, da New York a San Francisco, l’ordine esecutivo firmato dal presidente Donald Trump che nega l’ingresso negli Stati Uniti ai profughi e ai cittadini di sette paesi musulmani ha scatenato un’ondata di proteste spontanee in tutto il paese. Le manifestazioni sono arrivate fino alla Casa Bianca, a Washington, dove migliaia di persone sono scese in piazza con cartelli con la scritta “Refugees welcome” e “No ban, no wall”, contro un decreto considerato discriminante nei confronti dei musulmani.

In migliaia hanno inoltre manifestato negli aeroporti a sostegno delle persone in arrivo da Siria, Iraq, Sudan, Libia, Yemen, Iran e Somalia rimaste bloccate e a rischio rimpatrio. Negli aeroporti sono arrivati anche gruppi di avvocati che hanno difeso le persone fermate a titolo gratuito.

Le foto sono state scattate in vari aeroporti statunitensi tra il 28 e il 29 gennaio 2017.

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