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La processione durante il funerale di quattro uomini uccisi dall’esercito venezuelano a Capaya, il 29 novembre 2016. (Meridith Kohut, The New York Times/Contrasto)
Allievi di una scuola di Turgua, in Venezuela, il 31 maggio 2016. Gli insegnanti hanno raccontato che alcuni dei ragazzi sono svenuti in classe per la fame. (Meridith Kohut, The New York Times/Contrasto)
Una donna mostra una busta di farina gridando: “Perché è così difficile comprarla per me?”, a Catia, una baraccopoli a ovest di Caracas, l’11 giugno 2016. (Meridith Kohut, The New York Times/Contrasto)
Una donna con sua nipote nella loro casa di La Vela, l’11 settembre 2016. (Meridith Kohut, The New York Times/Contrasto)
La fila per ricevere del pane fuori da un forno a Cumana, Venezuela, 16 giugno 2016. (Meridith Kohut, The New York Times/Contrasto)
Leidy Cordova, 37 anni, con i suoi cinque figli, nella loro casa a Cumana, il 16 giugno 2016. (Meridith Kohut, The New York Times/Contrasto)
Cumana, 16 giugno 2016. (Meridith Kohut, The New York Times/Contrasto)
Raul Martinez, un paziente dell’ospedale psichiatrico di Barquisimeto, il 28 luglio 2016. La crisi economica del paese ha avuto ripercussioni anche sul sistema sanitario dove mancano le risorse per curare i pazienti. (Meridith Kohut, The New York Times/Contrasto)

La crisi del Venezuela

Un tempo abituato a essere tra i paesi più ricchi dell’America Latina, il Venezuela vive da circa tre anni, dopo l’elezione del presidente Nicolás Maduro, una crisi economica gravissima. L’inflazione è arrivata all’800 per cento e, secondo un’inchiesta realizzata da tre università venezuelane, l’81 per cento degli abitanti, contro il 34,1 per cento del 2014, vive in povertà. Il 52 per cento della popolazione vive in povertà assoluta, il 93 per cento della popolazione non ha abbastanza denaro per comprare da mangiare e deve accontentarsi di due – meno – pasti al giorno e il 74 per cento delle persone intervistate ha dichiarato di aver perso otto chili in un anno.

In questa situazione aumentano le persone che per rimediare del cibo frugano tra la spazzatura o cacciano animali domestici. Anche il pane è sempre meno reperibile: il razionamento della farina imposto ai panettieri ha causato lunghe code e la chiusura di alcuni forni accusati di usare la farina loro assegnata per fare dolci invece del pane.

Alla crisi del pane si aggiunge l’assenza di farmaci, reperibili solo al mercato nero e ad altissimo prezzo: l’emergenza sanitaria sta toccando livelli drammatici.

L’assemblea nazionale ha dichiarato lo stato di crisi umanitaria e ha annunciato che intraprenderà delle azioni politiche per esercitare un maggior controllo sul governo.

Le foto sono state scattate da Meredith Kohut per il New York Times tra il 2016 e il 2017.

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