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Il reparto di emergenza nell’ospedale di Cluj-Napoca. (Andreea Campeanu, Reuters/Contrasto)
Pazienti in attesa di essere visitati dalla dottoressa Gabriela Dromereschi, nel suo studio a Salistea de Sus. (Andreea Campeanu, Reuters/Contrasto)
Una sala operatoria dell’ospedale di Borsa, in Transilvania. La struttura ha un solo medico per ogni specializzazione, per cui quando uno di questi medici va in ferie devono chiudere un intero reparto. (Andreea Campeanu, Reuters/Contrasto)
Una dottoressa e uno studente volontario che lavorano nel soccorso d’emergenza si abbracciano prima di cominciare il turno notturno nell’ospedale di Cluj-Napoca. (Andreea Campeanu, Reuters/Contrasto)
Una lezione all’università di medicina e farmacia di Cluj-Napoca, dove studiano circa 6.600 studenti, di cui 2.260 stranieri. (Andreea Campeanu, Reuters/Contrasto)
La dottoressa Gabriela Dromereschi effettua un esame nel suo studio a Salistea de Sus. (Andreea Campeanu, Reuters/Contrasto)
Sonia Papiu, 25 anni, nella sua stanza a Cluj-Napoca. Sonia è una specializzanda in psichiatria e spera di andare a lavorare in Germania. (Andreea Campeanu, Reuters/Contrasto)
Un monumento ai medici che hanno lavorato a Săcel dal 1938 al 2016, nella contea di Maramures. (Andreea Campeanu, Reuters/Contrasto)

Romania senza cura

In Romania ci sono sempre meno medici: da quando il paese è entrato a far parte dell’Unione europea, nel 2007, molti sono andati a lavorare all’estero, soprattutto in Francia, Germania e Regno Unito.

Negli ultimi cinque anni circa quattordicimila dottori hanno lasciato il paese, disillusi da un sistema sanitario disorganizzato e inefficiente. Il problema nasce già nelle università, dove gli studenti devono affrontare corsi affollati e inadeguati, gli specializzandi non vengono pagati e lavorano in strutture ospedaliere in pessime condizioni: macchinari e letti vecchi più di trent’anni, bagni sporchi, edifici fatiscenti.

Non ci sono i fondi per garantire stipendi adeguati ai dottori e per riorganizzare le strutture, e il sistema è corrotto. Anche i pazienti affrontano situazioni difficili: in ospedale alcuni farmaci non sono somministrati e le persone ricoverate devono provvedere a comprarli per conto proprio.

La Commissione europea a febbraio ha affermato che “sono in atto misure per migliorare la sanità in Romania, ma il sistema soffre di inefficienza, accessibilità limitata e corruzione”.

Le foto sono state scattate da Andreea Campeanu il 9 marzo 2017.

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