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Parco dell’addolorata, Agrigento, 2016. (Felice Bonifacio per Incompiuto Siciliano)
Porto, Sant’Agata di Militello, provincia di Messina, 2016. (Incompiuto Siciliano)
Viadotto, Mussomeli, provincia di Caltanissetta, 2016. (Felice Bonifacio per Incompiuto Siciliano)
Centro polisportivo, Camporotondo Etneo, provincia di Catania, 2016. (Incompiuto Siciliano)
Cimitero, Marsala, provincia di Trapani, 2016. (Incompiuto Siciliano)
Viadotto, Porto Empedocle, provincia di Agrigento, 2016. (Felice Bonifacio per Incompiuto Siciliano)
Chiesa di Santa Maria assunta, Capri Leone, provincia di Messina, 2016. (Eleonora Gugliotta per Incompiuto Siciliano)
Ascensore, Sutera, provincia di Caltanissetta, 2016. (Felice Bonifacio per Incompiuto Siciliano)
Case popolari, Catenanuova, provincia di Enna, 2016. (Incompiuto Siciliano)

L’atlante dell’Italia incompiuta

Negli ultimi dieci anni il gruppo di lavoro Incompiuto siciliano ha svolto un’indagine sulle opere pubbliche italiane che non sono mai state completate. Secondo i loro studi, sarebbero 750 in tutto il paese, 350 solo in Sicilia.

“Queste opere avrebbero fatto nascere un nuovo stile architettonico: l’incompiuto”, spiegano gli artisti del collettivo Alterazioni video, Claudia D’Aita ed Enrico Sgarbi, fondatori del progetto. E rappresentano una testimonianza del contesto sociale e culturale in cui è immersa la nostra vita quotidiana.

“Le opere incompiute ci appaiono come luoghi di una memoria collettiva ancora da indagare. Nate come rovine e prodotte da un tempo compresso, sono architetture che danno forma al paesaggio”, aggiungono D’Aita e Sgarbi. L’obiettivo del progetto è quello di attribuire un nuovo significato artistico e architettonico a questi luoghi, riconoscendoli non solo come opere non finite, ma come risorse per il territorio.

Per celebrare i dieci anni dalla nascita, i suoi fondatori hanno lanciato una campagna di raccolta fondi per realizzare un libro, Incompiuto - La nascita di uno stile, un viaggio tra le rovine sparse in Italia. Il libro sarà curato da Alterazioni video, Fosbury architecture e Antonio Laruffa, in collaborazione con Eugenia Rolando.

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