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Via Emilia, Forlimpopoli, 1984. (Guido Guidi, Per gentile concessione di Mack)
Cesena, 1986. (Guido Guidi, Per gentile concessione di Mack)
Piavola, 1987. (Guido Guidi, Per gentile concessione di Mack)
Teatro Bonci, Cesena, 1984. (Guido Guidi, Per gentile concessione di Mack)
Viale Mazzoni, Cesena, 26 giugno 1985. (Guido Guidi, Per gentile concessione di Mack)
Secante, Cesena, 28 aprile 1992. (Guido Guidi, Per gentile concessione di Mack)
Ronta, gennaio 1988. (Guido Guidi, Per gentile concessione di Mack)

Un fotografo per strada

La via Emilia è un’antica strada romana che unisce Milano al mare Adriatico, attraversando la pianura Padana tra Parma e Rimini. Tra il 1980 e 1984 Guido Guidi l’ha esplorata con una macchina fotografica di grande formato, partendo dalla sua città natale, Cesena.

Per tutta la sua carriera Guidi (1941) è stato sempre attratto da ciò che è lontano dai centri storici, dai panorami da cartolina. La sua è una ricerca sul paesaggio che prende vita nelle periferie e nelle campagne, tra i segni lasciati dalle persone, dal lavoro agricolo, dalle fabbriche e dalle attività commerciali. Guidi è interessato a un paesaggio immerso nella quotidianità, unico luogo in grado di spingerci a mettere da parte stereotipi e preconcetti e superare i nostri limiti. “A un certo punto mi sento spinto a uscire dalla mia stanza, come succede al protagonista di Falso movimento, che rompe la finestra ed esce di casa” racconta il fotografo, e aggiunge “Io esco e cosa trovo? Una casa, un portone, una donna che passa o che mi chiede qualcosa”.

Il viaggio di Guidi lungo la via Emilia è raccontato nel libro Per strada, pubblicato a novembre da Mack, e suddiviso in tre volumi. Alcuni di questi scatti sono già apparsi in Due fotografi per il teatro Bonci, libro del 1983 realizzato con il collega Luigi Ghirri e nella storica mostra Esplorazioni sulla via Emilia del 1986, curata sempre da Ghirri.

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