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Napoli, 1986. (Börje Tobiasson)
Messico, 1986. (Börje Tobiasson)
Napoli, 1986. (Börje Tobiasson)
Londra, 1986. (Börje Tobiasson)
Città del Messico, 1986. (Börje Tobiasson)
New York, 1986. (Börje Tobiasson)
Torri gemelle, New York, 1986. (Börje Tobiasson)
Messico, 1986. (Börje Tobiasson)
New York, 1986. (Börje Tobiasson)
Messico, 1986. (Börje Tobiasson)

Le scelte di Börje Tobiasson

Nato nel 1952 a Tingsas, in Svezia, Börje Tobiasson si trasferì in Italia alla fine degli anni ottanta. Le foto che ha scattato raccontano le sue scelte di vita, a volte radicali: i continui viaggi, il buddismo, il rifiuto di un posto fisso dove vivere.

A volte raccontano conflitti, altre periodi storici e luoghi che hanno segnato momenti importanti del paese in cui si trovava: dall’Albania alla Striscia di Gaza, dall’Egitto al Messico.

“Nel lavoro di Tobiasson si possono cogliere sfumature, dettagli, sentimenti appena accennati, nostalgia, commozione. Nessuna denuncia, nessuna presa di posizione, nessun incantamento. A prevalere è un punto di osservazione silenzioso, un punto di vista nobile e pacato, senza per questo apparire distante e arrogante”, scriveva Denis Curti nel 2012.

Le foto di Tobiasson sono al centro della mostra It was hard to be a saint in the city, esposta alla galleria Raffella De Chirico di Torino, fino al 22 dicembre 2018. Il titolo è ispirato a una canzone di Bruce Springsteen.

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