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Lost cover, 2016. (Collier Schorr, Per gentile concessione dell'artista e di Mack)
Paul, Iro campaign, Brooklyn, 2015. (Collier Schorr, Per gentile concessione dell'artista e di Mack)
Paul/Abi party (Desperados), 2015–2016. (Collier Schorr, Per gentile concessione dell'artista e di Mack)
Paul in my t-shirt, Polaroid, Parigi, 2018. (Collier Schorr, Per gentile concessione dell'artista e di Mack)
Peter, Paul and David (#2), 2016. (Collier Schorr, Per gentile concessione dell'artista e di Mack)
Paul in his bed, Parigi, 2016. (Collier Schorr, Per gentile concessione dell'artista e di Mack)
Paul, 2019. (Collier Schorr, Per gentile concessione dell'artista e di Mack)
Golden Paul, Parigi, 2016. (Collier Schorr, Per gentile concessione dell'artista e di Mack)

Il libro di Paul

Nei suoi trent’anni di carriera, la fotografa statunitense Collier Schorr è riuscita a unire il mondo della moda a quello dell’arte grazie alle sue campagne pubblicitarie e ai ritratti di adolescenti, in cui mescola realismo e fantasia per indagare temi legati al genere, all’identità e al desiderio.

Nel 2015 Schorr ha cominciato a frequentare la casa del giovane modello Paul Hameline a Parigi. In quel periodo Schorr si trovava in città per un altro progetto e il suo albergo era vicino alla casa di Hameline. Così è nata l’occasione, che si è poi trasformata in un rituale, di raccontare la relazione che si può instaurare tra un’artista e il suo modello.

“Paul viveva nel quartiere Marais con i suoi genitori. Sono andata a fotografarlo a casa sua un paio di volte e il risultato ci è piaciuto molto, così ho chiesto all’editor della rivista Re Edition, per cui lavoravo, se voleva pubblicare alcuni scatti e ha accettato. Da quel momento io e Paul abbiamo continuato a lavorare insieme per due anni”, dice Schorr.

Nelle immagini, dallo stile intimo e spontaneo, s’incontrano il linguaggio del ritratto e quello documentario. “Credo che entrambi fossimo d’accordo sul fatto che non doveva essere un servizio di moda”, ha detto Schorr.

Nel 2019 le foto sono state raccolte nel volume Paul’s book (Mack), frutto della collaborazione tra la fotografa e Hameline, dove insieme alle immagini ci sono ritagli e appunti delle conversazioni tra i due protagonisti. “Il motivo principale per cui tutto questo è stato possibile è che Paul era molto consapevole di quello che stavamo facendo e conosce bene il mezzo fotografico”, ha spiegato Schorr.

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