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Dalla serie “Fifty shades of red”, cinquanta sfumature di rosso, sui diversi gradi di arrossamento della pelle dei bagnanti. (Riverboom)
Dal libro “Switzerland vs. the world”, la Svizzera contro il resto del mondo. Un ironico confronto tra stereotipi. (Riverboom)
Dalla proiezione delle pubblicazioni Riverboom, sfogliate dalle mani di creature mostruose. (Riverboom)
Dalla collana Baechtold’s best, delle specie di guide turistiche, spesso da posti improbabili. (Riverboom)
Dal libro “Switzerland vs. the world”, la Svizzera contro il resto del mondo. (Riverboom)
Il calendario di Putin a petto nudo. (Riverboom)
Dal libro “Switzerland vs. the world”, la Svizzera contro il resto del mondo. (Riverboom)
Playbear, la rivista porno per incoraggiare i panda ad accoppiarsi. (Riverboom)
Dal libro “Switzerland vs. the world”, la Svizzera contro il resto del mondo. (Riverboom)
La copertina di uno dei libri che Riverboom avrebbe voluto pubblicare, ma che non ha realizzato, sull’arte degli scatti fatti troppo tardi. (Riverboom)
Dal libro “The birth of towel art”. (Riverboom)
Dal libro “Florence vs. the world”, Firenze contro il resto del mondo. (Riverboom)
Dal libro “Assel Adams: Bringing intimacy into the landscape”. (Riverboom)

Con la lente dell’ironia

Per i suoi vent’anni l’imprevedibile collettivo italo-svizzero Riverboom ha allestito una mostra nell’Appartement, uno spazio espositivo dedicato alla fotografia contemporanea che si trova all’interno della stazione dei treni della cittadina svizzera di Vevey. L’appartamento è stato arredato con “i maggiori successi” del collettivo: dalle sculture fatte con gli asciugamani alla serie Versus the world, che contrappone un paese o una città al resto del mondo, in una sorta di concorso visivo.

L’ironia e l’approccio ludico che caratterizzano tutte le creazioni dei riverboomer (Claude Baechtold, Edoardo Delille, Gabriele Galimberti, Serge Michel, Alexandre Tzonis e Paolo Woods) emergono in modo evidente anche in una serie di lavori inediti, tra cui una selezione dei libri mai pubblicati, come Too late pictures che teorizza la complessa arte degli scatti fatti troppo tardi, o Playbear “una rivista porno per panda in puro stile anni settanta: pare che una ragione per cui i panda rischiano l’estinzione è che non sono particolarmente eccitati e di conseguenza non copulano”, scherza Woods.

Convinti dell’importanza della collaborazione, i fotografi, registi, grafici, giornalisti e scrittori del gruppo provano a ricordarci che anche nei momenti più bui è vitale saper continuare a giocare, per riuscire a vedere l’assurdo del mondo che ci circonda. Riverboom 2002-2022, Greatest hits: coming home rimarrà in mostra fino al 16 febbraio. Tanti auguri Riverboom!

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