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Sesto giorno sul tetto per gli operai della Marcegaglia a Milano

Con l’aumento delle temperature è cresciuta la tensione allo stabilimento della Marcegaglia di viale Sarca a Milano. Gli operai hanno interrotto la produzione dal primo luglio e sette di loro sono saliti sul tetto per protestare contro il trasferimento nella fabbrica di Pozzolo Formigaro, in provincia di Alessandria, lontana poco più di un centinaio di chilometri. Al sesto giorno consecutivo di permanenza sul tetto, con una temperatura che oscilla intorno ai 35 gradi, un operaio con un serio problema di salute e un altro in sciopero della fame, la situazione rischia di degenerare. I lavoratori – che se non accettano di trasferirsi saranno licenziati – hanno minacciato di tagliare le corde con cui si sono legati e di lanciarsi nel vuoto.

Gli operai impiegati nello stabilimento che sorge nell’area della Breda e producono pannelli per l’edilizia industriale, avevano chiesto all’azienda di essere ricollocati nei più vicini stabilimenti in provincia di Bergamo e Lecco, ma la Marcegaglia non ha accettato, rimanendo ferma sulla proposta dello stabilimento nell’alessandrino. Sul tetto della fabbrica sono appesi gli striscioni “Uniti si vince”, davanti ai cancelli c’è un presidio di solidarietà organizzato dalla Fiom e dal Comitato di lotta per il lavoro a cui partecipano diversi lavoratori e la zona è presidiata da una trentina di poliziotti, mentre prosegue la trattativa sindacale.

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