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Il governo cinese nega il legame tra i pesci morti e le esplosioni a Tianjin

Pesci morti lungo le rive del fiume Haihe, a Tainjin, in Cina. (ChinaFotoPress/Getty Images)

Il governo cinese ha negato che la morte di migliaia di pesci trovati nel fiume Haihe sia legata alle due esplosioni avvenute il 12 agosto in un magazzino di prodotti chimici a Tianjin, nel nordest del paese.

Diverse fotografie e video che mostravano la superficie del fiume coperta da spinarelli morti sono state condivise sui social network e hanno creato polemiche sul modo in cui il governo sta gestendo l’incidente. I pesci sono stati trovati a sei chilometri dal luogo dell’esplosione. Il governo ha aperto un’inchiesta per capire l’esatto motivo della morte degli animali.

Circa quaranta diversi tipi di sostanze chimiche si trovavano dentro il magazzino, tra cui nitrato d’ammonio e cianuro di sodio. Secondo Deng Xiaowen, responsabile del centro di monitoraggio ambientale di Tianjin, “non è strano che i pesci muoiano in massa nei fiumi locali, a causa della cattiva qualità delle acque”.

Soccorritori spruzzano perossido di idrogeno sui resti dell’esplosione del magazzino di prodotti chimici a Tianjin, in Cina.

Oggi le autorità cinesi hanno ammesso che il cianuro di sodio rilevato nell’area dove sono avvenute le esplosioni è aumentato: in alcuni punti è 356 volte maggiore del livello consentito.

La pulizia dei resti bruciati a Tianjin, in Cina.
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