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A che punto sono i colloqui di pace sulla Siria

Un ferito a Jisreen, una città controllata dai ribelli, dopo un bombardamento del regime di Damasco il 4 dicembre. (Amer Almohibany, Afp)

Il governo siriano ha accusato la coalizione guidata dagli Stati Uniti di aver colpito una base delle truppe leali al regime di Bashar al Assad, uccidendo tre soldati e ferendone altri tredici, vicino ad Ayyash, nell’est della Siria. Damasco ha consegnato una lettera di protesta alle Nazioni Unite in cui denuncia il bombardamento. Gli Stati Uniti hanno smentito la versione del governo siriano.

Il portavoce della coalizione contro lo Stato islamico, il colonnello Steve Warren, ha dichiarato che “la coalizione ha condotto quattro bombardamenti nella provincia di Deir Ezzor ieri, tutti contro dei pozzi petroliferi. I nostri attacchi sono avvenuti 55 chilometri a sudest di Ayyash. Non abbiamo colpito alcun veicolo o soldato. Non abbiamo avuto nessuna indicazione che ci fossero dei soldati siriani vicino ai luoghi colpiti dai bombardamenti” .

Anche il presidente degli Stati Uniti, in un discorso alla nazione il 6 dicembre, ha parlato della strategia militare di Washington contro lo Stato islamico. Oggi il ministro degli esteri italiano Paolo Gentiloni ha annunciato che a metà gennaio a Roma si terrà un incontro della coalizione internazionale contro i jihadisti dell’Is. Ma a che punto sono i negoziati di pace avviati a Vienna sulla Siria? E qual è la situazione dal punto di vista militare?

A che punto sono i negoziati sulla Siria

Il 15 novembre le grandi potenze riunite a Vienna per i colloqui di pace sulla Siria hanno trovato un accordo sulle tappe della transizione in Siria. I venti paesi che hanno partecipato al vertice sul conflitto siriano hanno deciso che i colloqui tra regime e opposizione potrebbero cominciare il 1 gennaio; l’obiettivo è formare un governo di transizione entro sei mesi e convocare le elezioni entro 18 mesi. Sul ruolo dell’attuale presidente Bashar al Assad, invece, non è stato trovato un accordo. L’Iran vuole che Bashar al Assad continui ad avere un ruolo nel governo di transizione, mentre le potenze occidentali, la Turchia e l’Arabia Saudita escludono la prospettiva di una partecipazione del leader siriano alla transizione.

Un vertice dell’opposizione siriana a Riyadh. L’Arabia Saudita ha invitato i ribelli siriani di Ahrar al Sham, che in passato erano affiliati al Fronte al nusra e quindi ad Al Qaeda, insieme a novanta altri rappresentanti di gruppi di ribelli siriani a partecipare a un incontro a Riyadh questa settimana. Si tratta di un incontro preparatorio al vertice che è previsto per il 18 dicembre a New York, a cui parteciperanno le grandi potenze sotto l’egida dell’Onu. Tuttavia questa mossa di Riyadh non piace a Mosca. La Russia non accetta che Ahrar al Sham faccia parte dei gruppi ribelli ammessi ai negoziati di pace sulla Siria, perché è nella lista dei gruppi terroristici.

Il ruolo di Assad. Ali Akbar Velayati, uno dei consiglieri del leader supremo iraniano Ali Khamenei, ha dichiarato che per l’Iran la presenza di Bashar al Assad nel governo di transizione non è negoziabile. “Bashar al Assad è la linea rossa del negoziato per l’Iran perché è stato eletto dal popolo siriano”, ha detto Velayati alla Reuters.

Gli ultimi aggiornamenti sulla situazione militare in Siria

Il Regno Unito e la Germania si sono uniti alla coalizione internazionale contro lo Stato islamico guidato dagli Stati Uniti la scorsa settimana. Il Regno Unito partecipa attivamente alla missione, mentre la Germania avrà un ruolo di appoggio, fornendo uomini e mezzi di sostegno alle truppe impegnate nei bombardamenti.

Gli Stati Uniti. Il 6 dicembre il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, in un discorso alla nazione, ha confermato la strategia militare di Washington contro il gruppo Stato islamico in Siria e Iraq. Obama ha detto che negli ultimi 16 mesi sono stati condotti ottomila bombardamenti contro lo Stato islamico in Iraq e Siria. Secondo il Pentagono, sono stati uccisi 20mila miliziani dell’Is. Obama ha ribadito che la guerra in Siria e Iraq non sarà una campagna di terra, ma contemplerà solo bombardamenti aerei. “Quello che lo Stato islamico vuole è che noi occupiamo i territori stranieri, in questo modo loro riescono a tenere viva l’insurrezione per anni, uccidendo migliaia di truppe, e consumando le nostre risorse”, ha detto Obama.

La Russia. Secondo il Daily Telegraph, la Russia in realtà ha schierato i carri armati T-90 vicino ad Aleppo. La questione solleva molte questioni sul coinvolgimento russo anche con forze di terra, non solo per il sostegno delle truppe di Assad. L’uso di questo tipo di armi potrebbe anche essere un segnale delle preoccupazioni di Mosca sull’uso da parte dei ribelli di missili anti carri armati, forniti dalla coalizione occidentale. I T-90, infatti sono in grado di difendersi questo tipo di missili.

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