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Il punto su alleanze, fusioni e desistenze alle regionali in Francia

Il socialista Jean-Pierre Masseret durante una conferenza stampa a Maizières-lès-Metz, in Francia, l’8 dicembre 2015. (Vincent Kessler, Reuters/Contrasto)

I candidati delle elezioni regionali francesi avevano tempo fino alle 18 dell’8 dicembre per depositare le liste in corsa per il secondo turno, per cui si voterà domenica 13 dicembre. Potevano presentarsi tutte le liste che al primo turno hanno ottenuto più del 10 per cento e quelle che hanno raggiunto tra il 5 per cento e il 10, se coalizzate tra loro. Dopo il voto del 6 dicembre il partito di estrema destra Front national (Fn) si è imposto come prima formazione politica a livello nazionale.

Le liste che si sono ritirate

Il primo ministro socialista Manuel Valls aveva chiesto di ritirarsi ai candidati nelle tre regioni dove il Front national è in testa e dove nemmeno coalizzandosi con le altre liste di sinistra il Ps avrebbe speranze di battere l’estrema destra (Picardia-Nord-Pas-de-Calais, Provenza-Alpi-Costa Azzurra e Alsazia-Lorena-Champagne-Ardenne). Il premier ha anche invitato gli elettori a votare l’Unione di destra, la coalizione di Nicolas Sarkozy, al secondo turno per impedire al Fn di assumere il governo di queste regioni.

  • Picardia-Nord-Pas-de-Calais. La lista dell’Unione di sinistra si è ritirata. L’insieme delle liste di sinistra aveva ottenuto complessivamente il 30,02 per cento dei consensi il 6 dicembre, mentre l’Unione di destra è arrivata al 24,97 per cento. Il Front national, la cui candidata in questa regione è proprio Marine Le Pen, ha raggiunto il 40,64 per cento.
  • Provenza-Alpi-Costa Azzurra. Anche in questo caso la lista dell’Unione di sinistra si è ritirata, nonostante l’opinione contraria di alcuni candidati socialisti. Insieme alle altre liste di sinistra i socialisti si attestavano al 29,3 per cento, mentre la coalizione di Sarkozy si è fermata al 26,48. Il Fn ha ottenuto il 40,55 dei voti al primo turno ed è guidato nella regione dalla nipote di Marine, Marion Maréchal Le Pen.

L’esito del secondo turno in queste due regioni dipenderà dalla volontà degli elettori di sinistra di votare o meno per la coalizione di centrodestra con l’obiettivo di sbarrare la strada al Front national.

La strategia della desistenza o di fusioni con altre liste è stata rifiutata dal leader dei Républicains (Lr), l’ex presidente Nicolas Sarkozy, nonostante il parere favorevole di alcune figure del partito in due regioni dove l’Unione di destra è arrivata terza, Linguadoca-Rossiglione-Midi-Pyrénées e Corsica.

Il rifiuto di Jean-Pierre Masseret

In Alsazia-Lorena-Champagne-Ardenne il socialista Jean-Pierre Masseret si è rifiutato di ritirarsi dalla corsa con la sua lista, che al primo turno aveva ottenuto il 16,11 per cento. Alcuni candidati si sono ritirati individualmente per cercare di fare invalidare la lista, ma non erano in numero sufficiente per ottenere questo risultato (erano 71 e ne sarebbero serviti 95 sul totale di 189). Il Partito socialista ha comunque tolto il suo appoggio a Masseret, che al secondo turno affronterà la lista del Front national (36,06 per cento) e quella di centrodestra (25,83 per cento). Valls ha invitato gli elettori a votare il candidato di centrodestra.

Le alleanze tra le forze di sinistra

In sette delle 13 regioni francesi i socialisti dell’Unione di sinistra si sono alleati con le altre forze di sinistra Europe Ecologie les Verts e Front de gauche. Queste regioni sono: Île-de-France, Paesi della Loira, Linguadoca-Rossiglione-Midi-Pyrénées, Normandia, Aquitania-Limousin-Poitou-Charentes, Alvernia-Rodano-Alpi, e Centro.

Solo in due regioni il Partito socialista correrà da solo al secondo turno: in Bretagna, dove è arrivato in testa con il 35 per cento dei voti al primo turno; e in Borgogna-Franca Contea. In questa regione le altre liste di sinistra non hanno superato la soglia del 5 per cento e dunque non possono partecipare al secondo turno nemmeno unendosi alla lista Unione di sinistra, ma hanno comunque invitato i loro elettori a votare il Ps (22,99 per cento) al secondo turno.

Nei territori d’oltremare il Front national non ha ottenuto risultati significativi. In Guadalupa, Guyana francese e Martinica le liste di sinistra (Divers gauche) sono in testa, mentre in Réunion l’Unione di destra ha ottenuto il 40,36 per centro contro il 23,8 dell’Unione di sinistra.

La mappa con i risultati del primo turno delle regionali

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