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Lo sviluppo dell’Unione

Simone Veil, al centro, il giorno della sua elezione a prima presidente del parlamento europeo a Strasburgo, Francia, il 17 luglio 1979. (Gilbert Uzan, Gamma-Rapho/Getty Images)

Questo articolo fa parte di una serie realizzata da Internazionale per spiegare come funzionano le istituzioni dell’Unione europea, in vista delle elezioni del 26 maggio 2019.

1948

I leader europei partecipano al congresso dell’Aja, considerato il primo passo verso l’integrazione europea.

1950

Con la cosiddetta dichiarazione Schuman, il 9 maggio il ministro degli esteri francese Robert Schuman propone di sottoporre la produzione di carbone e acciaio in Francia e in Germania a un’unica autorità, creando un mercato comune aperto anche agli altri paesi europei. L’obiettivo è prevenire nuovi conflitti in Europa mettendo fine alla competizione per le due risorse fondamentali per l’industria bellica.

1951

Con il trattato di Parigi Belgio, Francia, Germania occidentale, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi danno vita alla Comunità europea del carbone e dell’acciaio (Ceca), realizzando il progetto di Schuman. La Ceca è retta da quattro istituzioni: l’alta autorità, il consiglio dei ministri, l’assemblea parlamentare e la corte di giustizia.

1957

Il 25 marzo a Roma i paesi della Ceca approvano la creazione di altre due organizzazioni sovranazionali: la Comunità europea dell’energia atomica (Euratom), che punta a creare un mercato comune per l’energia nucleare, e la Comunità economica europea (Cee), con l’obiettivo di creare un’unione doganale. L’accordo che istituisce quest’ultima passa alla storia come trattato di Roma, ed è considerato la base su cui sarà costruito l’intero edificio europeo.

1961

La Francia mette il veto all’adesione del Regno Unito alla Comunità europea.

1965

A Bruxelles si firma il trattato di fusione, che unifica le istituzioni delle tre comunità europee creando un solo consiglio europeo e una sola commissione europea.

1973

Danimarca, Irlanda e Regno Unito entrano nella comunità europea.

1979

A giugno si svolgono le prime elezioni a suffragio universale per il parlamento europeo.

1981

La Grecia entra nella comunità europea.

1985

Belgio, Francia, Germania occidentale, Lussemburgo e Paesi Bassi firmano l’accordo di Schengen, che istituisce un’area di libera circolazione e abolisce i controlli alle frontiere tra i cinque paesi.

1986

Portogallo e Spagna entrano nella Comunità europea. A Lussemburgo si firma l’Atto unico europeo, che fissa l’obiettivo di creare un mercato comune entro il 1992 e riforma la procedura legislativa europea.

1992

Il 7 febbraio viene firmato il trattato di Maastricht, che istituisce l’Unione europea fondata su tre pilastri: le comunità europee (Cee, Ceca ed Euratom), la politica estera e di sicurezza comune e la cooperazione in materia di giustizia e affari interni. Il trattato pone le basi per la creazione dell’unione monetaria, stabilendo i criteri di convergenza che i paesi dovranno rispettare per adottare l’euro. Inoltre estende i poteri legislativi e di supervisione del parlamento europeo.

1995

Austria, Finlandia e Svezia entrano nell’Unione europea.

1997

Il trattato di Amsterdam incorpora l’accordo di Schengen nella legislazione europea istituisce la carica di alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza comune.

1999

Il 1 gennaio viene varata l’unione monetaria, a cui aderiscono 11 dei 15 paesi dell’Unione. Si comincia a usare l’euro nelle transazioni virtuali.

2001

Il consiglio europeo adotta il trattato di Nizza, che riforma le istituzioni europee per prepararle all’allargamento dell’Unione, e proclama la carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.

2002

A gennaio l’euro comincia a circolare e a marzo sostituisce le valute nazionali dei paesi dell’unione monetaria.

2004

Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia e Slovenia entrano nell’Unione europea. A Roma viene firmata la costituzione europea, che dovrebbe sostituire tutti i trattati esistenti. Il processo di ratifica si interrompe però l’anno successivo, bocciato dai referendum in Francia e nei Paesi Bassi.

2007

Bulgaria e Romania entrano nell’Unione europea. Viene firmato il trattato di Lisbona, che riprende molti elementi della costituzione europea. Il trattato semplifica la struttura dell’Unione, che acquisisce la personalità giuridica, e attribuisce alla carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea lo stesso valore legale dei trattati. Inoltre contiene l’articolo 50, il primo meccanismo legale che regola l’uscita di un paese dall’Unione europea.

2013

La Croazia entra nell’Unione.

2017

Il 29 marzo, nove mesi dopo la vittoria del leave al referendum sull’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, il governo britannico invoca l’articolo 50.

Questo articolo fa parte di una serie realizzata da Internazionale per spiegare come funzionano le istituzioni dell’Unione europea, in vista delle elezioni del 26 maggio 2019.

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