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Il governo italiano ha deciso la chiusura di locali e negozi

Il presidente del consiglio Giuseppe Conte a palazzo Chigi, a Roma. (Cosimo Martemucci, Echoes Wire/Barcroft Media via Getty Images)

Nella serata dell’11 marzo il presidente del consiglio Giuseppe Conte ha annunciato nuove e più stringenti misure per evitare la diffusione del nuovo coronavirus (Sars-CoV-2). Ecco i punti principali del nuovo decreto.

  • Chiudono gli esercizi commerciali, a eccezione delle farmacie, delle parafarmacie, dei supermercati e dei negozi che vendono beni di prima necessità.
  • Chiudono bar, pub e ristoranti, ma potranno offrire servizi a domicilio.
  • Chiudono i servizi di mensa che non garantiscono la distanza di un metro.
  • Chiudono parrucchieri e centri estetici.
  • Restano aperti tabaccai, edicole, stampatori, artigiani, idraulici, meccanici e distributori di benzina.
  • Le aziende possono continuare le loro attività lavorative a patto che assumano protocolli di sicurezza.
  • Restano garantiti i trasporti, i servizi pubblici essenziali, quelli bancari, postali e assicurativi.
  • Saranno garantite le attività del settore agricolo e le filiere agroalimentari.
  • Le aziende sono incentivate a ricorrere al lavoro agile e a concedere ai dipendenti congedi retribuiti e ferie.

Conte ha specificato che per gli spostamenti e gli assembramenti restano validi i divieti previsti nel decreto del 10 marzo e che per vedere qualche risultato sugli effetti delle misure prese ci vorranno almeno due settimane. Ha poi annunciato che nominerà un commissario straordinario che fronteggerà l’emergenza nel campo delle terapie intensive. Sarà Domenico Arcuri, amministratore delegato dell’agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa (Invitalia), che si coordinerà con Angelo Borrelli, capo della protezione civile. Il decreto sarà in vigore fino al 25 marzo.

Poche ore prima dell’annuncio di Conte, alle 18 dell’11 marzo, Borrelli aveva fatto il punto sulla diffusione del virus in Italia.

  • Attualmente sono positive 10.590 persone (2.076 in più rispetto a ieri, un numero elevato anche a causa della mancata registrazione di alcuni contagi del 9 marzo in Lombardia). Il totale dall’inizio dell’epidemia è di 12.462 casi.
  • Le persone guarite e dimesse sono 1.045 (41 in più rispetto al giorno precedente).
  • Le morti legate al nuovo coronavirus sono in totale 827, 196 in più rispetto al 10 marzo.
  • I ricoverati con sintomi sono 5.838, 1.028 i pazienti ricoverati in terapia intensiva in Italia, di cui 560 in Lombardia.
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