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Sei artisti da non perdere al festival Club to Club

Thom Yorke durante un concerto a Austin, il 6 ottobre 2013. (Gaelle Beri, Redferns/Getty Images)

Dal 4 all’8 novembre a Torino si terrà la quindicesima edizione del Club To Club, forse il festival di musica elettronica più interessante in questo momento in Italia. Nel programma della manifestazione, tra gli altri, ci sono Thom Yorke, Apparat, Battles, Jamie XX, Four Tet e Jeff Mills.

La manifestazione si terrà in diversi luoghi della città piemontese: il Conservatorio, il teatro Carignano, il quartiere San Salvario, l’Hc Hotel Lingotto e la zona industriale al Lingotto Fiere, dove si terranno gli spettacoli del 6 e 8 novembre.

Ieri gli organizzatori hanno annunciato gli orari dei concerti, che si possono consultare a questo indirizzo. Il cartellone è ricchissimo e orientarsi non è facile. Per questo ho provato a scegliere sei artisti da non perdere.

Apparat
Apparat, al secolo Sascha Ring, è un musicista tedesco nato a Quedlinburg. Vive da diversi anni a Berlino. Ha collaborato con nomi importanti della musica elettronica (Ellen Allien e Modeselektor su tutti) e negli anni la sua musica ha avuto un’importante evoluzione, spostandosi dalla techno all’ambient. Al Club to Club presenterà lo spettacolo Soundtracks live: insieme alla sua band, eseguirà musica scritta per film e spettacoli teatrali, incluse le colonne sonore del film Il giovane favoloso e dell’adattamento teatrale di Krieg und Frieden.


Thom Yorke
Thom Yorke, per chi non lo sapesse, è il leader dei Radiohead. Con il suo gruppo, ma soprattutto da solista, Yorke ha sempre flirtato con il mondo dell’elettronica. A Torino il musicista britannico suonerà le canzoni del suo ultimo disco, Tomorrow’s modern boxes. Sul palco con lui ci saranno il musicista Nigel Godrich, storico produttore della band di Oxford, e Tarik Barri, che si occuperà dei visual.

Four Tet
Il britannico Four Tet, al secolo Kieran Hebden, è un veterano: ha collaborato con Aphex Twin, i Radiohead, Burial, ma anche con i Black Sabbath. Lo scorso 21 giugno ha pubblicato il suo nuovo disco, Morning/Evening. Il primo brano dell’album, che dura 40 minuti ed è diviso in due parti (Morning side e Evening side), è costruito su un campionamento della voce di Lata Mangeshkar, storica cantante e compositrice indiana.


Omar Souleyman
Il siriano Omar Souleyman ha fatto per molti anni il cantante ai matrimoni, conquistando il mercato underground locale e piano piano anche quello occidentale. Tutto merito delle sue canzoni, nate dalla fusione tra elettronica e musica tradizionale dabka. Il suo nuovo disco, Bahdeini nami, è stato prodotto da musicisti come lo stesso Four Tet (che aveva già lavorato al precedente Wenu wenu), Gilles Peterson e Modeselektor.


Holly Herndon
L’ultimo disco della musicista statunitense Holly Herndon, Platform, è un album quasi metafisico, una riflessione sul rapporto tra la mente umana e i computer. E non è un caso che la sua autrice viva nella Silicon valley. Ogni brano ha avuto una genesi particolare: Chorus, per esempio, è stato composto campionando i suoni prodotti dal browser, dalle email e dall’account YouTube della Herndon. A tratti Platform è anche un disco politico: il brano Home, per esempio, parla delle attività di sorveglianza dell’agenzia statunitense Nsa.


Jamie xx
L’esordio solista di Jamie xx, produttore e membro del gruppo britannico xx, si intitola In colour ed è un omaggio alla club music del passato e del presente. Un disco ricco di ospiti, con uno stile molto eterogeneo. Al Club to Club farà un dj set, ma è probabile che farà ascoltare qualcuno di questi brani.


Oneohtrix Point Never
Il musicista statunitense Daniel Lopatin, figlio di immigrati provenienti dall’Unione Sovietica, dal 2007 pubblica con lo pseudonimo Oneohtrix Point Never. La sua musica, sempre abbastanza sperimentale, mescola l’elettronica da club con l’ambient e il jazz.


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