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Questi giorni è un film acerbo, vitale e creativo

Questi giorni
Di Giuseppe Piccioni
Con Margherita Buy, Maria Roveran, Filippo Timi. Italia, 2016, 120’

Sono belli i giorni di Giuseppe Piccioni e non solo per l’ottima prova di attrice di Margherita Buy, dalla quale il regista da anni ormai riesce a tirare fuori il meglio. Una buona intesa caratterizza le quattro giovani protagoniste e il personaggio che Filippo Timi riesce impeccabilmente a interpretare. Piacevoli, nonostante qualche passaggio superfluo, se si considera l’eccessivo dettaglio narrativo non sempre utile e funzionale.

Il film è acerbo, vitale e creativo come lo sono i suoi personaggi. Quel sapore postadolescenziale, la sensibilità di persone che non sono ancora adulte ma neanche più ragazzine, è presente ovunque. È presente in chi sogna ancora, in chi non ha più il coraggio di sognare e in chi aspetta il momento giusto per cominciare a farlo.


I legami di amicizia tra quattro amiche durante un viaggio a Belgrado, una madre, una figlia e un professore universitario diventano i nodi di una trama intricata. In questa matassa di storie personali, non sempre complete e non sempre necessarie, l’incertezza, la malinconia e la tenacia danno a questa pellicola un senso particolare. È una bolla nel tempo incastrata tra due mondi. Un passaggio senza ritorno che separa adulti che non vogliono crescere da giovani che sono costretti a farlo.

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