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Una combattente curda prende posizione sul monte Sinjar durante gli scontri con i militanti dello Stato islamico. (Asmaa Waguih, Reuters/Contrasto)
Combattenti del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) si preparano a partecipare al funerale di un combattente della comunità degli yazidi ucciso durante gli scontri con i militanti dello Stato islamico. (Asmaa Waguih, Reuters/Contrasto)
Haval Raperin, una dei leader dei combattenti del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk). (Asmaa Waguih, Reuters/Contrasto)
Due combattenti osservano una postazione colpita da alcune autobombe dello Stato islamico. (Asmaa Waguih, Reuters/Contrasto)
Una combattente dorme in una base militare. (Asmaa Waguih, Reuters/Contrasto)
Una base militare sul monte Sinjar. (Asmaa Waguih, Reuters/Contrasto)
Una combattente al computer mentre va in onda il telegiornale curdo. (Asmaa Waguih, Reuters/Contrasto)
Nella base militare. (Asmaa Waguih, Reuters/Contrasto)
Combattenti preparano le munizioni per prendere posizione durante gli scontri con i militanti dello Stato islamico. (Asmaa Waguih, Reuters/Contrasto)
Una combattente recupera un tacchino scappato dalla base militare sul monte Sinjar. (Asmaa Waguih, Reuters/Contrasto)

Donne contro i jihadisti

Le forze armate curde combattono contro il gruppo Stato islamico fin da quando i jihadisti hanno conquistato ampie parti di territorio in Iraq e in Siria.

In prima linea ci sono i militanti del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk), che dal 1984 hanno preso le armi per ritagliarsi una patria indipendente in Turchia. Ma la battaglia contro lo Stato islamico ha attirato al fronte molte donne. Molte di loro – provenienti da tutti gli angoli della regione curda, che si estende tra Siria, Turchia, Iran e Iraq – hanno tagliato i legami con le loro famiglie.

La fotografa della Reuters Asmaa Waguih è stata a marzo del 2015 sul monte Sinjar, in Iraq, per documentare la vita delle milizie femminili del Pkk.

L’area di Sinjar è stata teatro lo scorso anno di una violenta offensiva dello Stato islamico, durante la quale centinaia di persone appartenenti alla minoranza irachena yazidi sono state uccise e migliaia catturate e violentate.

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