Frutti amari
A marzo centinaia di braccianti della Baja California, in Messico, hanno scioperato per due settimane e bloccato le strade per protestare contro le condizioni di lavoro nei campi di fragole, mirtilli e lamponi destinati al mercato statunitense.
I braccianti provengono soprattutto dagli stati meridionali di Guerrero, Oaxaca e Puebla e sono reclutati da contractor delle aziende agricole che gli promettono un buon lavoro. Loro invece raccontano di guadagnare l’equivalente di un dollaro all’ora, e se si ammalano o si fanno male non vengono pagati.
Secondo una delle principale aziende agricole della regione, BerryMex, i suoi braccianti possono arrivare a guadagnare dai cinque ai dieci dollari all’ora, ma i lavoratori hanno sempre detto che quella cifra la guadagnano in un giorno. La richiesta iniziale dei sindacati era portare il salario a 300 pesos (17 euro) al giorno. Ma le aziende hanno fatto una controproposta, un aumento a 200 pesos (11 euro). A quel punto, con il rischio di perdere il lavoro, molti sono tornati nei campi.
Secondo un’inchiesta del Los Angeles Times molti contadini sono essenzialmente ridotti in schiavitù, costretti a restare per molti mesi in campi infestati dai topi, spesso senza letti o servizi igienici e senza un approvvigionamento di acqua potabile. I lavoratori sono obbligati a comprare beni di prima necessità negli spacci dell’azienda, a prezzi gonfiati, e quindi è frequente che tornino a casa dopo la stagione del raccolto senza un soldo. Anche perché spesso i “caporali” trattengono illegalmente la paga per evitare che i lavoratori se ne vadano durante i periodi di punta del raccolto. Chi cerca di fuggire deve inoltre fare i conti con le guardie, le barriere di filo spinato e talvolta le minacce da parte dei supervisori del campo.
Negli ultimi dieci anni le esportazioni agricole del Messico verso gli Stati Uniti sono triplicate, arrivando a un valore di 7,6 miliardi di dollari.
Le foto sono state realizzate dal fotografo della Reuters Edgar Garrido a San Quintín, nello stato messicano di Baja California, tra il 31 marzo e il 19 aprile 2015.