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Fire of hatred, Iran. Questa foto fa parte della serie vincitrice dell’Iris d’or e del primo premio nella categoria temi contemporanei. (Asghar Khamseh)
Eagle hunters of western China. Professionisti, primo premio nella categoria ambiente. (Kevin Frayer)
Enchanted bamboo forest, Giappone. Primo premio nella categoria open. (Kei Nomiyama)
In search of the european dream, isola di Kos, Grecia. Professionisti, primo premio nella categoria temi d’attualità. (Angelos Tzortzinis,)
Empire of dust # 18, Palermo. Professionisti, primo premio nella categoria architettura. (Amélie Labourdette)
Sarah, Stati Uniti. Primo premio nella categoria giovani. (Sam Delaware)
Greetings from Mars. Professionisti, primo premio nella categoria concettuale. (Julien Mauve)
Second best, Danimarca. Professionisti, primo premio nella categoria sport. (Nikolai Linares)
TransBrasil, Brasile. Professionisti, primo premio nella categoria campaign. (Jetmir Idrizi)
Iconic B. Professionisti, primo premio nella categoria staged. (Alberto Alicata)
Nomadic life threatened on the tibetan plateau, Cina. Professionisti, primo premio nella categoria persone. (Kevin Frayer)
Migrant tomatoes, Italia. Professionisti, primo premio nella categoria still life. (Francesco Amorosino)
Land of nothingness, Namibia. Professionisti, primo premio nella categoria paesaggio. (Maroesjka Lavigne)
The curse of coal, Norvegia. Professionisti, primo premio nella categoria vita quotidiana. (Espen Rasmussen)
Ebola survivors, Sierra Leone. Professionisti, primo premio nella categoria ritratto. (Marcello Bonfanti)
Senza titolo, 2008 no.25. Premio speciale. (RongRong & inri)

I vincitori dei Sony awards 2016

Il 21 aprile la giuria dei Sony world photography awards ha annunciato i vincitori nella categoria professionisti della nona edizione. L’Iris d’or, il premio più importante, è stato assegnato al fotografo iraniano Asghar Khamseh con il reportage Fire of hatred, una serie di ritratti sulle vittime delle aggressioni con acido.

Fire of hatred è un lavoro potente e di denuncia, che racconta le conseguenze fisiche di questi attacchi, compiuti per sfigurare, mutilare e distruggere la vita sociale della vittima. Alla base di queste violenze l’intolleranza, in particolare verso le donne, colpite per punirle all’interno di conflitti familiari, come proposte di matrimonio rifiutate, divorzi e vendette di gelosia. La giurata Dominique Green spiega questa scelta: “È un tema che il fotogiornalismo ha sempre documentato, senza paura. Le foto di Asghar Khamseh si impongono con una potenza particolare, costringendo lo spettatore a confrontarsi in maniera diretta con la tragedia del soggetto e a provare empatia, oltre che ad assumere un ruolo più importante, quello di testimone”.

Come già anticipato dall’elenco dei finalisti, l’Italia è il paese che ha ricevuto più premi. Marcello Bonfanti, Alberto Alicata e Francesco Amorosino hanno vinto il primo premio nelle categorie ritratto, staged e still life. Gli altri fotografi che hanno raggiunto il secondo e il terzo posto sono stati Andrea & Magda, Filippo Venturi, Cristina Vatielli, Simona Ghizzoni, Alessandro D’Angelo e Andrea Rossato.

I Sony world photography awards sono ormai il più grande concorso fotografico al mondo per quantità di categorie e sezioni. Quest’anno la giuria ha ricevuto la cifra record di 230.103 iscrizioni da 186 paesi. I vincitori delle categorie giovani e open sono stati già annunciati il 28 marzo. Le immagini dei fotografi finalisti e vincitori saranno esposte alla Somerset house di Londra fino all’8 maggio 2016.

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