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Un diario fatto a pezzi

Il nuovo film di Jonas Carpignano, A Chiara, si chiude con Voce di Madame. Dato che il film è un’opera serratissima, che sta attaccata al corpo e alla voce di un’adolescente calabrese, interpretata da Swamy Rotolo, mentre cambia il suo rapporto con il padre, Voce è una scelta azzeccata e in linea con il resto della colonna sonora. Probabilmente i brani sono stati scelti dalla protagonista e dalle sorelle che recitano nel film. Si tratta soprattutto di pezzi trap che rievocano la differenza fondamentale tra questo genere multiforme e il cantautorato indipendente, e cioè la tendenza a non “elevare” i sentimenti, a non alzarli come se si trattasse di un romanzo con una lingua nazionale, preferendo la forma del diario, se non proprio dell’oroscopo fatto di dialetti diversi.


Qualcosa che la trap ha in comune con il neomelodico, anche se le canzoni di Liberato, che ne ha fatto una crasi, oggi appaiono fin troppo magniloquenti, appunto elevate, con un senso d’importanza che è più da romanzo, e con un senso molto carico dell’io, malgrado il suo anonimato. Invece i ragazzi e le ragazze del collettivo napoletano Thru Collected, che hanno pubblicato il sorprendente album Discomoneta, non sono anonimi, ma sicuramente sanno giocare benissimo con l’idea di un io collettivo, sdoppiato, sostituibile e allo stesso tempo totale, e con questa idea di accento e di margine adolescente, “Una vecchia canzone d’amore, un inno alla libertà, un canto popolare. Un dramma elettronico, un’infatuazione acustica”. Un disco in cui c’è il sentimento e la forma di un diario fatto a pezzi. ◆

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