Claudia Durastanti

Scrittrice e traduttrice. Il suo ultimo libro è La straniera (La Nave di Teseo, 2019). Si occupa di letteratura e critica culturale per varie testate. Scrive la rubrica Canzoni su Internazionale.

Claudia Durastanti
La promessa tradita di Liberato

Una delle promesse implicite nell’avventura di Liberato era la sparizione: a differenza di altri artisti anonimi, Liberato a un certo punto sarebbe scomparso, e il suo nome... Leggi

La grammatica del buio

Rimorso è un disco infinito, ogni brano ha la struttura di una stanza degli specchi dentro un labirinto, capace di produrre una follia generativa e sensuale. Leggi

pubblicità
Il centro del cosmo

In Aurea pt III l’unica cosa che riesco a vedere è qualcuno che cammina in una selva ma è così immerso nella consapevolezza di sé da dimenticarsi che quella è selva. Leggi

Nebbia generazionale

I Post Nebbia sono una formazione veneta buon esempio di band cresciuta a metà, che se ne frega dei sunti generazionali. Leggi

Mostruosità delicate

Complesso spettro di Stellan Veloce, compositore e violoncellista di origine sarda, è un mini album fatto da due brani, Brackish e Briny, una creatura tra noise anni novanta, free jazz e una timida ma convincente psichedelia. Leggi

pubblicità
Una spalla su cui contare

La pandemia ha penalizzato soprattutto gli artisti emergenti, che non hanno avuto occasioni per fare esperienza. L’ultimo artista “spalla” che ho avuto il piacere di scoprire è stato Vieri Cervelli Montel, che apriva per Iosonouncane. Leggi

Le due lingue di Alan Sorrenti

Sienteme, it’s time to land è una canzone da riscoprire, madre inconsapevole di tanto nu soul urbano che spunta fuori da quelle parti: spalanca una serie di ipotesi su cosa avrebbe tirato fuori Sorrenti se si fosse abbandonato di più. Leggi

Italoamericane

Con This is light, le due artiste di I’m Not a Blonde completano un dittico electro-indie-pop. Leggi

Un documentario sulla città

Ambienti virtuali, sceneggiati e reali all’interno di una città (in questo caso Milano): su queste interferenze si gioca l’album Stock fantasy zone di Babau. Leggi

Un lento affondare

Drone San, un progetto dei compositori Nicola Pedroni e Andrea Sanna uscito per la Horribly Loud Records e registrato in Sardegna (non solo in studio, ma anche dentro delle tombe preistoriche), viene definito post-jazz per post-umani. Leggi

pubblicità
La contaminatrice

Kuni è un disco extraterrestre, popolato da una figura che non ha intenzioni bellicose ma contaminatrici ed è l’esordio ufficiale di LNDFK, musicista e artista che ha deciso di sbandare altrove. Leggi

Un congegno che s’illumina da sé

Era il 2014 quando gli Afterhours decisero di pubblicare una versione rimasterizzata di Hai paura del buio? All’epoca fu commovente vedere il nome di Mark Lanegan tra gli ospiti. Leggi

Il futuro non ha bisogno di noi

Il nuovo saggio di Valerio Mattioli espande il suo modo di fare critica musicale: ibrido, fantasmatico e divulgativo. Leggi

Nausea enciclopedica

L’addio di Neil Young, Joni Mitchell e Crosby, Stills e Nash a Spotify – oltre ad avere il sapore di una reunion – ha generato riflessioni che vanno al di là del dubbio posizionamento etico dell’azienda svedese. Leggi

Una sanremata fatta bene

Mahmood e Blanco sono riusciti a prendere il pathos di Anna Oxa e Fausto Leali e a reinventarlo per i tempi, rendendolo più subdolo. Leggi

pubblicità
Senza sapere quando è finita

La poetica del cantautore Giovanni Truppi, che partecipa al Festival di Sanremo con un brano dal titolo Tuo padre, mia madre, Lucia, sembra un distillato fatto in casa. Leggi

Il risveglio dell’innocenza

Esaurito il ciclo della nostalgia degli anni novanta, siamo ufficialmente nel ripasso dell’indie rock dei duemila. Forse però non sono le intenzioni di Prim, progetto della cantautrice Irene Pignatti. Leggi

Esordi senza musica

Volendo riflettere su cosa rende la sincerità e la spontaneità artificiose in un testo o in una canzone, o cosa sa di troppo vecchio, di “troppo anni novanta”, è inevitabile considerare che i riferimenti musicali nei romanzi stanno sparendo. Leggi

Una questione di sincerità

Esistono band anni novanta che anni novanta non sono, come i torinesi Smile, che con il loro ultimo bel singolo Half faith, half struggle sanno essere sinceri e complessi. Leggi

Il disco dell’anno

Prometteva di essere uno dei lavori più significativi del 2021 e, dopo tanti ascolti ripetuti e metabolizzati, la promessa è confermata. Anzi: Everything burns di R.Y.F. è diventato il mio disco italiano dell’anno insieme a Ira di Iosonouncane. Leggi

pubblicità
Abbonati a Internazionale per leggere l’articolo.
Gli abbonati hanno accesso a tutti gli articoli, i video e i reportage pubblicati sul sito.
Sostieni Internazionale
Vogliamo garantire un’informazione di qualità anche online. Con il tuo contributo potremo tenere il sito di Internazionale libero e accessibile a tutti.