Poteri
“Alcuni di noi sono abbastanza in là con gli anni da ricordare che quando Barack Obama era presidente tutti, nei mezzi d’informazione progressisti e alla Casa Bianca, giustificavano i suoi fallimenti insistendo sul fatto che non aveva potere sufficiente a realizzare le grandi cose che aveva promesso”, scrive David Sirota sulla rivista statunitense Jacobin. L’osservazione di Sirota non vale solo per Obama ma la si può applicare anche ad altri leader di sinistra o centrosinistra arrivati al potere sull’onda di grandi promesse di cambiamento e dopo aver conquistato la fiducia di tante persone, convinte di aver finalmente trovato qualcuno in grado di migliorare la loro esistenza. Tutti quelli che spingevano Obama a provare a fare almeno una parte di quello che aveva promesso venivano ridicolizzati. E c’era pure un’espressione usata per prenderli in giro: erano definiti i sostenitori della Teoria della lanterna verde, dal nome dei supereroi il cui potere è limitato solo dalla loro forza di volontà. Il fatto che Donald Trump possa governare in modo così estremo dimostra, scrive Sirota, che i presidenti statunitensi hanno invece sempre a disposizione molto più potere di quanto sostengano di avere. Naturalmente Trump fa un uso distorto e violento del potere: nessuno negli Stati Uniti chiederebbe a un presidente democratico di comportarsi nello stesso modo, ma solo di fare ogni sforzo possibile per sfruttare al meglio e per il bene comune i suoi enormi poteri. Tutti noi che viviamo gli orrori di questi giorni, conclude Sirota, dovremmo ricordare che “la furia con cui Trump sta governando dimostra quanto fosse falsa la storia della mancanza di potere di cui parlavano i leader democratici. È importante ricordarlo, in modo che nessuno accetti mai più quella scusa”. Alla fine, è soprattutto una questione di volontà e di priorità. Come diceva David Graeber, “la verità ultima e nascosta è che il mondo è qualcosa che creiamo noi, e che potremmo facilmente creare in modo diverso”. ◆