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Dopo i naufragi nel Mediterraneo, Renzi chiede una presenza europea a sud della Libia 

In vista del Consiglio europeo straordinario convocato per domani 23 aprile, il premier è intervenuto alla camera invocando un “approccio europeo” all’emergenza migranti

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Il premier Matteo Renzi alla camera sull’emergenza migranti

L’ondata migratoria richiede “un approccio politico da parte dell’Unione europea: o c’è la capacità di una risposta articolata e complessa o non andiamo da nessuna parte”. Lo ha detto il presidente del consiglio, Matteo Renzi, intervenendo alla camera in vista del Consiglio europeo straordinario di domani 23 aprile, chiesto dall’Italia dopo il naufragio dei migranti nel canale di Sicilia avvenuto domenica scorsa.

Quattro i punti del suo discorso.

  1. Combattere i trafficanti, “che sono gli schiavisti del ventunesimo secolo”. Secondo Renzi “non è un’esagerazione o un azzardo sostenere che ciò che sta avvenendo nell’area del Mediterraneo con la compravendita di uomini è una forma di moderno schiavismo”.
  2. Scoraggiare la partenza dai paesi africani con una forte presenza delle organizzazioni internazionali, l’Unione europea e l’Alto commissariato delle Nazioni Unite, nell’area a sud della Libia.
  3. Abbandonare la retorica dell’emergenza e privilegiare un approccio politico con una strategia a lungo periodo. “Non si affronta la questione degli sbarchi dalla Libia parlando semplicemente alla pancia delle persone”, ha detto il premier.
  4. Non affrontare l’immigrazione solo come una questione di sicurezza nazionale. “Le procedure per l’asilo siano gestite con un team europeo. Questo tema deve essere patrimonio non solo di un paese ma di tutti i 28 membri dell’Ue”.

In conclusione il presidente del consiglio ha chiesto unità al parlamento: “Non basta una risposta tecnica: quali barconi andiamo a prendere, cosa fa la guardia costiera, se riusciamo a dare qualche profugo ad altri paesi. Tutte cose doverose, ma questo è il parlamento della repubblica e ha il dovere di avere una visione. Di fronte a queste tematiche, non c’è divisione di parte. C’è l’Italia”. Askanews

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