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Nuove manifestazioni in Burundi, un morto e tre feriti 

Le proteste sono riprese nonostante il tentativo di dialogo tra governo e opposizione iniziato ieri con la mediazione dei ministri degli esteri della regione

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Centinaia di studenti si rifugiano nell’ambasciata statunitense a Bujumbura

In Burundi centinaia di studenti si sono rifugiati nei pressi dell’ambasciata degli Stati Uniti a Bujumbura, la capitale, a causa delle tensioni che stanno attraversando il paese dopo l’annuncio della ricandidatura dell’attuale presidente Pierre Nkurunziza per un terzo mandato alle elezioni di giugno. L’opposizione accusa Nkurunziza di violare la costituzione e le condizioni previste dal trattato di pace che ha messo fine alla guerra civile nel 2005.

Il 30 aprile il governo ha ordinato la chiusura dell’università adducendo ragioni di sicurezza, per questo gli studenti hanno cercato rifugio nell’ambasciata degli Stati Uniti. Secondo gli universitari, la decisione del governo di chiudere le scuole ha l’obiettivo di costringerli a tornare nelle proprie città di origine, per evitare che partecipino a nuove manifestazioni contro la candidatura a un terzo mandato del presidente. La comunità internazionale ha espresso preoccupazione per la situazione nel paese e timori che le tensioni tra i diversi gruppi etnici possano riaccendersi.

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