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Il gruppo Stato islamico distrugge il carcere di Palmyra, simbolo del regime siriano

La struttura è stata fatta saltare in aria il 30 maggio, dieci giorni dopo la conquista dell’antica città, patrimonio dell’umanità dell’Unesco, da parte dei jihadisti. Per ora il patrimonio culturale della città è stato risparmiato

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Scontri tra esercito siriano e jihadisti per il controllo di Palmyra 

Il giorno dopo l’ingresso dei jihadisti dello Stato islamico nella zona nord di Palmyra, uno dei siti archeologici più importanti del Medio Oriente e patrimonio dell’umanità dell’Unesco, le forze del regime siriano si stanno scontrando con i combattenti del gruppo per il controllo della città. Ieri 16 maggio i jihadisti hanno guadagnato terreno nella zona nord della città e negli scontri sono morte oltre cinquanta persone, tra soldati e combattenti, secondo l’Osservatorio siriano per i i diritti umani.

Mercoledì 13 maggio il gruppo ha lanciato l’assalto alla città, considerata d’importanza strategica data la sua posizione vicina ad alcuni giacimenti di gas e sulla strada tra Damasco e la città orientale Deir al Zaour, di cui esercito e ribelli si contendono il controllo. Prendendo possesso della zona, inoltre, i jihadisti avrebbero accesso al grande deserto siriano, che confina con la provincia irachena di Al Anbar, anch’essa sotto l’attacco del gruppo. Palmyra inoltre ha una rilevanza particolare per la propaganda dello Stato islamico, dato il valore artistico e culturale delle rovine risalente al I e al III secolo dC.

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