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Il premier greco Tsipras ha presentato il suo ultimo piano ai creditori

Il governo di Atene sarebbe pronto a misure fiscali permanenti pari al 2 per cento del pil. Per lunedì 22 giugno è stato convocato un vertice straordinario dei capi di stato e di governo dei paesi dell’Eurozona

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Il premier greco Tsipras pronto a compromessi su fisco e pensioni

Alla vigilia di un vertice straordinario europeo sulla crisi della Grecia, il premier Alexis Tsipras ha riunito il consiglio dei ministri per decidere le ultime misure da proporre ai creditori internazionali. La speranza è quella di avvicinare un’intesa che eviti il default il 20 giugno, quando Atene dovrà restituire al Fondo monetario internazionale 1,6 miliardi. Secondo indiscrezioni, Tsipras sarebbe pronto a una serie di compromessi, tra cui il taglio automatico della spesa in caso di sforamento della soglia del “deficit zero” e misure fiscali permanenti pari al 2 per cento del pil, mentre i creditori chiedono interventi per il 2,5 per cento. Lo 0,5 per cento mancante verrebbe coperto da altri provvedimenti amministrativi.

Atene sarebbe anche disposta ad accettare il blocco dei prepensionamenti a partire dal primo gennaio del 2016, e l’aumento della tassa di solidarietà per le persone che guadagnano più di 30mila euro l’anno e per le imprese che hanno utili superiori ai 500mila euro. I greci sarebbero poi d’accordo con i creditori sull’obiettivo di raggiungere un avanzo primario dell’1 per cento del pil. Ma insisterebbero per tre aliquote Iva – i creditori ne chiedono due – proponendo di portare più prodotti alla fascia del 23 per cento.

Anche i diplomatici e i tecnici della Commissione europea sono al lavoro per una serie di proposte da presentare al governo ellenico in occasione dell’Eurosummit di domani, a cui parteciperanno anche il direttore generale del Fmi Christine Lagarde, il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi e il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem.

I greci continuano intanto a ritirare contanti dalle banche, che domani finiranno nuovamente la liquidità di emergenza. Secondo i calcoli dell’agenzia Bloomberg, dal dicembre scorso sono già stati prelevati oltre 30 miliardi. Secondo l’Economist, il default solleverebbe sì la Grecia dal debito di 317 miliardi – pari al 180 per cento del pil – ma le conseguenze sociali e politiche sarebbero devastanti.

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