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La giornalista ungherese licenziata per aver preso a calci un profugo minaccia di fargli causa

Un profugo siriano e suo figlio sono presi a calci da Petra László, una camerawoman ungherese, a Röszke, l’8 settembre 2015. (Marko Djurica, Reuters/Contrasto)

L’operatrice tv ungherese, che è stata licenziata dalla televisione N1TV, per aver preso a calci un profugo siriano al confine tra Serbia e Ungheria, ha intenzione di fare causa al richiedente asilo e a Facebook.

Petra László ha detto al giornale russo Izvestia che citerà in giudizio Osama Abdul Mohsen, 52 anni, siriano, per aver prestato falsa testimonianza e averla incolpata delle violenze ricevute, mentre in un primo tempo aveva dato la colpa alla polizia. Osama Abdul Mohsen è stato preso a calci mentre cercava di scappare dal campo di identificazione a Röszke, in Ungheria e aveva tra le braccia suo figlio. La scena è stata ripresa e il video diffuso su internet.

László vuole citare in giudizio anche Facebook perché, secondo lei, il social network ha dato troppa rilevanza a questo video. Dopo la diffusione delle immagini, László ha ricevuto diverse minacce ed è stata licenziata. La scorsa settimana un procuratore ungherese ha aperto un’inchiesta contro di lei. Mohsen, invece, vive in Spagna, vicino a Madrid, con la sua famiglia.


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