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L’Europa, l’Italia e i matrimoni egualitari

Con il sì dell’Austria, metà dei paesi dell’Unione europea li riconosce. Mentre l’Italia ancora non garantisce pieni diritti alle coppie gay. Leggi

L’Ue deve aumentare il dialogo con i paesi dell’Europa orientale

I leader nazionalisti ungheresi e polacchi vicini all’estrema destra attaccano le istituzioni e le capitali europee, ma le loro economie ne hanno troppo bisogno. Leggi

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Il mondo in breve

L’Europa chiede il ricollocamento dei rifugiati, un piano per la Brexit, il Louvre Abu Dhabi: cos’è successo oggi nel mondo. Leggi

Quell’Europa che spera nella vittoria di Marine Le Pen

La polarizzazione della società francese emerge più chiaramente se ci si sposta in altri paesi europei. Leggi

Migliaia di persone in piazza a Budapest in difesa dell’università di George Soros.
Migliaia di persone in piazza a Budapest in difesa dell’università di George Soros. I manifestanti, almeno 80mila secondo gli organizzatori, hanno chiesto al presidente ungherese di non firmare la legge che punta a far chiudere l’Università dell’Europa centrale (Ceu), finanziata dal miliardario statunitense di origine ungherese, e altre istituzioni scolastiche straniere. La Ceu è finita nel mirino del governo di Viktor Orbán per il sostegno all’immigrazione espresso da Soros.
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In Ungheria il parlamento ha approvato una legge che colpisce le università straniere nel paese.
In Ungheria il parlamento ha approvato una legge che colpisce le università straniere nel paese. L’obiettivo principale sarebbe la Central european university fondata dal finanziere di origini ungheresi George Soros, più volte criticato dal primo ministro Viktor Orbán. La legge prevede che le università debbano avere una sede nel paese d’origine e stipulare accordi bilaterali tra governi affinché siano riconosciuti diplomi e lauree. Il 2 aprile migliaia di studenti hanno manifestato a Budapest contro il governo, accusandolo di voler limitare la libertà d’istruzione.
Parkour tra le rovine
Sul lago Balaton
Secondo la Corte europea dei diritti dell’uomo l’Ungheria ha trattenuto illegalmente due migranti.
Secondo la Corte europea dei diritti dell’uomo l’Ungheria ha trattenuto illegalmente due migranti. La corte di Strasburgo ha riconosciuto l’Ungheria colpevole di aver trattenuto illegalmente due richiedenti asilo del Bangladesh in una zona di transito al confine con la Serbia. Questa decisione potrebbe avere delle ripercussioni sulla politica ungherese in tema di migranti che prevede la detenzione automatica in dei campi per tutti i richiedenti asilo.
In Ungheria i richiedenti asilo finiranno in prigione

L’Ungheria vuole controllare in modo ancora più stretto l’immigrazione sul suo territorio, anche se questo può scontrarsi con i vertici dell’Unione europea. Il 7 marzo il parlamento di Budapest ha votato con 138 sì, 6 contrari e 22 astensioni in favore della detenzione automatica di tutti i richiedenti asilo presenti nel paese. Leggi

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Il parlamento ungherese ha approvato la proposta di legge che prevede la detenzione dei richiedenti asilo.
Il parlamento ungherese ha approvato la proposta di legge che prevede la detenzione dei richiedenti asilo. Tutti i richiedenti asilo che entrano in Ungheria o che sono già nel paese saranno arrestati o trasferiti nei campi container. Non potranno spostarsi da una parte all’altra dell’Ungheria o lasciare il paese mentre le loro domande sono esaminate, a meno che non ritornino verso la frontiera con la Serbia. La legge, proposta dal governo di Viktor Orbán, ha ricevuto l’appoggio di una larga parte dei parlamentari.
Tre anni di libertà vigilata per l’operatrice televisiva che fece cadere il profugo siriano alla frontiera ungherese.
Tre anni di libertà vigilata per l’operatrice televisiva che fece cadere il profugo siriano alla frontiera ungherese. Petra László è stata condannata a tre anni di libertà vigilata dal tribunale di Szeged, nel sud dell’Ungheria. L’8 settembre 2015 era stata filmata mentre calciava e faceva cadere a terra il profugo Osama Abdul Mohsen mentre cercava di fuggire insieme a suo figlio dal centro di identificazione di Röszke, al confine tra Serbia e Ungheria. Mohsen adesso vive in Spagna e lavora per la Cenafe, una scuola di calcio vicino a Madrid.
Inverno alle terme
In Ungheria l’estrema destra dà la caccia ai migranti

Alle ultime elezioni ungheresi il partito ultranazionalista Jobbik è diventato la terza forza politica del paese. Uno dei vicepresidenti è László Toroczkai, leader di diverse organizzazioni paramilitari estremiste. Nel 2014 ha creato una squadra privata e armata di “cacciatori di migranti” che sorvegliano il confine tra Serbia e Ungheria. Il governo di Viktor Orbán sembra condividere le opinioni e i metodi di questi gruppi di estrema destra. Il reportage di Costanza Spocci ed Eleonora Vio. Leggi

Il parlamento ungherese respinge un emendamento costituzionale contro i migranti.
Il parlamento ungherese respinge un emendamento costituzionale contro i migranti. Il governo di Budapest ha cercato di introdurre un emendamento costituzionale che avrebbe vietato l’insediamento nel paese di “comunità straniere”. Ma la proposta non ha ottenuto i due terzi dei voti dei deputati, necessari per approvare la riforma.
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Quante divisioni ha l’Europa?

“Oggi all’interno dell’Unione europea si moltiplicano le spaccature”, dice Bernard Guetta. Ma una delle più gravi si sta consumando tra alcuni paesi dell’Europa orientale e il resto dell’Unione. In particolare in Polonia e Ungheria, dove i governi “rimettono in discussione i valori fondamentali dell’Ue” e sembrano addirittura voler abbandonare la democrazia. Leggi

Chiude uno dei più importanti quotidiani ungheresi.
Chiude uno dei più importanti quotidiani ungheresi. I giornalisti di Népszabadság hanno denunciato un attacco alla libertà di stampa, dopo la decisione dei proprietari del giornale di centrosinistra di chiudere per ragioni economiche. Secondo i giornalisti, le motivazioni della chiusura sono invece politiche. Népszabadság ha spesso criticato il governo Orbán, anche in relazione al recente referendum sui migranti.
I referendum consultivi sono un’arma spuntata?

In Colombia, in Ungheria, nel Regno Unito, solo per fare qualche esempio, i cittadini sono stati chiamati a dire sì o no in referendum che avevano lo scopo di legittimare l’azione di governo. Un risultato che invece andrebbe ottenuto con il voto in un parlamento democraticamente eletto. Leggi

In Ungheria la campagna contro i migranti è fallita

Il timore che la politica europea rischiasse di saltare a causa di Orbán, il leader caricaturale di un paese con una popolazione inferiore ai dieci milioni di persone, è sempre stato esagerato. La verità è che sono stati gli errori dell’Europa e l’assenza di una vera leadership in altri paesi a regalare a Orbán una platea più vasta di quanto meritasse. Leggi

Il referendum sulle quote per i migranti in Ungheria non raggiunge il quorum.
Il referendum sulle quote per i migranti in Ungheria non raggiunge il quorum. Ma il presidente Viktor Orbán sostiene di aver vinto. Il governo conservatore ungherese aveva indetto una consultazione popolare sul piano di reinsediamento di 1.294 migranti previsto dall’agenda europea per l’immigrazione, invitando gli elettori a votare no. Il 98 per cento di quelli che sono andati alle urne ha respinto il piano, tuttavia l’affluenza alle urne non ha superato il 50 per cento. Orbán, però, ha fatto sapere di voler andare avanti lo stesso e che cambierà la costituzione per rendere l’esito del referendum vincolante.
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