Pierre Haski

È un giornalista francese, tra i fondatori del sito d’informazione Rue89. Ha una rubrica quotidiana di politica internazionale su radio France Inter, pubblicata ogni mattina sul sito di Internazionale.

Pierre Haski
L’alleanza tra Washington, Londra e Canberra fa salire la tensione nel Pacifico

L’accordo militare tra Stati Uniti, Australia e Regno Unito nasce con l’obiettivo di contenere la Cina. Ma l’annullamento di una commessa militare irrita Parigi, che ribadisce la necessità dell’autonomia strategica europea. Leggi

L’ipotesi di mercenari russi in Mali irrita Parigi

L’agenzia Reuters ha dato notizia di un contratto tra il governo di Bamako e la compagnia privata russa Wagner per l’invio di mercenari in Mali. La mossa sarebbe un colpo per la Francia, che sta rivedendo la sua presenza militare nel paese. Leggi

pubblicità
Migliaia di persone sono ancora bloccate in Afghanistan

I taliban non hanno mantenuto la loro promessa di lasciar partire gli afgani che ne avrebbero diritto. Per costringere il nuovo regime a mantenere gli impegni, la comunità internazionale potrebbe usare la carta dell’accesso ai finanziamenti. Leggi

Il nuovo governo libanese suscita un comprensibile scetticismo

Najib Mikati, miliardario sunnita, è già stato due volte primo ministro e anche adesso il governo rischia la paralisi per questioni confessionali. Chi ha i mezzi se ne va, ma tre quarti della popolazione vivono sotto la soglia di povertà. Leggi

Gli scenari mondiali vent’anni dopo l’11 settembre

La nostra è un’epoca di confusione, in cui si cerca di stabilire nuovi rapporti di forza. Ma è anche un’era pericolosa. E l’Europa non ha ancora deciso che ruolo giocare. Leggi

pubblicità
La Cina è uscita vincitrice dalla crisi mondiale dopo l’11 settembre 

Mentre gli Stati Uniti si sfiancavano nella loro guerra contro il terrorismo, Pechino ha colmato il suo ritardo economico fino a trovarsi nelle condizioni di sfidare un’America distratta da altro. Leggi

In Egitto la lotta al terrorismo serve da alibi per la repressione

Il rapporto di Human rights watch documenta cinque anni di esecuzioni extragiudiziali che coincidono con l’eliminazione di oppositori politici del generale Al Sisi, rifornito di armi dal mondo occidentale, Italia compresa. Leggi

I taliban hanno imparato come consolidare il loro potere

La resistenza di Ahmad Massoud è stata schiacciata. Il governo dei taliban sarà presentato ai diplomatici di Russia, Cina, Pakistan, Turchia, Iran e Qatar. L’occidente deve decidere se restare fuori dal dialogo. Leggi

Nuovo golpe in Guinea causato da un presidente irragionevole

La Guinea era in crisi da oltre un anno perché il presidente Condé ha voluto a tutti i costi un terzo mandato, vietato dalla costituzione. Ora i paesi vicini chiederanno stabilità, ma l’esempio del Mali non fa ben sperare. Leggi

I diritti delle donne vanno difesi, dall’Afghanistan al Texas

Il diritto negato all’aborto in Texas o in Polonia, il trionfo dell’oscurantismo taliban e religioso dimostrano che sono più necessarie che mai le azioni e le lotte femministe in tutto il mondo. Leggi

pubblicità
Kabul ha risvegliato l’idea di una difesa comune europea

Il ritorno dei taliban al potere in Afghanistan ha riaperto la discussione sull’autonomia strategica dell’Ue, fortemente voluta dalla Francia, appoggiata con cautela da Merkel e guardata con scetticismo dai sostenitori della Nato. Leggi

In Cina si prepara una nuova rivoluzione culturale

L’eccezionale espansione economica è stata accompagnata da una profonda regressione politica. Gli interventi sui prezzi degli immobili e sul controllo dei videogiochi servono a Xi Jinping per conservare consenso e potere. Leggi

La disfatta di Kabul mette in dubbio l’affidabilità di Washington

Gli Stati Uniti del dopoguerra sono abituati alle sconfitte militari. La vicenda afgana conferma però che hanno ridimensionato le ambizioni e ridefinito gli interessi strategici. Alleati e avversari si interrogano sulle loro prossime mosse. Leggi

La debole speranza della diplomazia per aiutare gli afgani

La comunità internazionale chiede ai taliban un segnale di normalizzazione, come autorizzare la partenza di chi potrebbe lasciare il paese. Ma al momento sembrano più impegnati a consolidare il loro potere. Leggi

Biden, l’Afghanistan e noi

Il presidente non ha deciso il ritiro dall’Afghanistan per concentrarsi solo sull’America, ma per affrontare un mondo tornato a essere instabile e conflittuale. E l’Europa l’ha capito tardi. Leggi

pubblicità
Le lezioni della disfatta di Kabul

Quello che sta succedendo in questi giorni non è la sconfitta dell’intervento statunitense del 2001, ma quella del sogno civilizzatore che l’occidente voleva imporre in Afghanistan. Leggi

Il dato comune di tre crisi mondiali

Il clima, la sorveglianza e la pandemia dovrebbero essere ambiti in cui le democrazie fanno la differenza. Per il momento risalta ciò che le accomuna: la sfiducia crescente nei confronti delle scelte politiche. Leggi

Anche la Cina deve fare i conti con la crisi in Afghanistan

Il ritiro dei militari americani da Kabul mette Pechino in difficoltà su tre fronti: gli investimenti in Afghanistan, la lotta all’indipendentismo uiguro e alle possibili collaborazioni con i taliban, e gli accordi commerciali con il Pakistan. Leggi

Il covid-19 travolge la Tunisia e rivela il fallimento dello stato

Finora il paese nordafricano aveva affrontato la pandemia con relativo successo, ma una nuova ondata ha fatto collassare il sistema sanitario. Gli aiuti della diaspora sono l’ultima speranza per la popolazione, che non si fida delle istituzioni. Leggi

Gli scontri in Sudafrica mostrano il fallimento degli eredi di Mandela

Le rivolte di questi giorni sono il riflesso della catastrofe politica, economica, sociale e morale del paese, che si considera la principale potenza del continente. Leggi

pubblicità
Abbonati a Internazionale per leggere l’articolo.
Gli abbonati hanno accesso a tutti gli articoli, i video e i reportage pubblicati sul sito.
Sostieni Internazionale
Vogliamo garantire un’informazione di qualità anche online. Con il tuo contributo potremo tenere il sito di Internazionale libero e accessibile a tutti.