Più di duecento morti nel terremoto in Afghanistan e Pakistan
Almeno 215 persone sono morte nel violento sisma che ha fatto tremare la regione montagnosa tra il Pakistan e l’Afghanistan. Le vittime accertate finora sono 152 in Pakistan e 63 in Afghanistan. Ma il bilancio è destinato a salire, secondo le autorità locali, visto che le zone della catena montuosa dell’Hindu Kush in cui si trova l’epicentro sono solitamente isolate e per di più ora si sono interrotte le comunicazioni.
Uno degli incidenti più gravi ha avuto luogo a Taloqan, capoluogo del Takhar, provincia al confine con il Tagikistan e vicina al Badakhshan, proprio dove è stato registrato l’epicentro del sisma. Dodici studentesse sono rimaste schiacciate in una calca per uscire da scuola. “Le studentesse si sono precipitate all’uscita e questo ha provocato una calca”, ha dichiarato all’Afp Enayat Naweed, direttore del dipartimento dell’educazione della provincia di Takhar, dove si è consumata la tragedia. “Dodici sono morte e altre 35 sono rimaste ferite”, ha aggiunto.
Nella provincia orientale di Kunar le autorità hanno annunciato 30 decessi, mentre in quella di Nangarhar, al confine con il Pakistan, un bilancio di almeno dieci morti. Due le vittime nella provincia di Baghlan. Nel Badakhshan il governatore Shah Wali Adib ha parlato di nove morti e 20 feriti. Almeno 1.500 abitazioni sarebbero andate distrutte nell’intero paese.
La scossa è stata avvertita anche in India e fortemente a Islamabad e Kabul dove il presentatore dell’emittente afgana Ariana News ha dovuto interrompere il telegiornale.