Non ci sono più tenori
Il concerto della Taunton Madrigal Society nel novembre 1926 fu un trionfo. La sala da ballo nel sudovest dell’Inghilterra era “affollata oltremisura”, scrisse un giornale locale. I bis furono numerosi. Eppure l’evento si concluse in tono minore. Il coro aveva un disperato bisogno di tenori, spiegò uno dei suoi membri. Forse qualcuno tra il pubblico voleva proporsi?
“Per tutta la mia vita i tenori sono stati la sezione più piccola”, afferma Will Todd, compositore britannico. Ma la loro carenza sta peggiorando. La mancanza di voci maschili alte, che aggiungono colore e armonia a molte opere corali, è un problema crescente per i cori amatoriali e quelli delle chiese. Data l’enorme diffusione del canto corale, si tratta di un problema per la musica in generale.
La Germania ha almeno 45mila cori, circa il 60 per cento dei quali legati alle chiese. Un sondaggio del consiglio tedesco della musica ha rilevato che l’8 per cento degli adulti canta in un gruppo o in pubblico, più di quelli che suonano in bande o orchestre. Le donne sono il doppio gli uomini. La stessa proporzione si ritrova in Europa, America e Nigeria.
Quando gli uomini entrano in un coro, spesso evitano la sezione dei tenori. La voce tenorile è “un suono coltivato”, afferma John Potter, autore di un libro sull’argomento. Un uomo senza una formazione specifica ha più probabilità di avere la gamma vocale di un baritono (a metà tra quella del tenore e quella del basso).
Non aiuta il fatto che la voce del tenore sia associata a stelle dell’opera come Luciano Pavarotti, capace di cantare in modo potente delle note alte che nessun dilettante può raggiungere facilmente. Inoltre la parte dei tenori nella musica corale classica può essere difficile, con molte note inaspettate e salti impegnativi.
Sonja Greiner, direttrice generale dell’Associazione corale europea, canta in un coro tedesco di 45 persone in cui ci sono solo quattro o cinque tenori, la metà di quanti ce ne vorrebbero idealmente. Anche i cori amatoriali più prestigiosi, che possono selezionare chi includere nel gruppo, sono diventati sbilanciati.
Il coro Orpheus è stato fondato a Glasgow nel 1906 con 66 cantanti, tra cui 15 tenori. Oggi è formato da 79 persone, tra cui 14 tenori. Questi hanno tutti, tranne uno, più di 60 anni.
Il ricambio generazionale è scarso in modo preoccupante. Molti adulti hanno imparato a cantare a scuola o in chiesa. Ma i cori scolastici sono sbilanciati almeno quanto quelli adulti: un ampio studio sulle scuole superiori statunitensi condotto da Kenneth Elpus dell’università del Maryland ha rilevato un rapporto tra i sessi di sette ragazze ogni tre ragazzi.
Matt Hill della Creighton university, che dirige diversi cori in Nebraska, sottolinea che molte chiese hanno abbandonato i cori a favore dei cosiddetti “gruppi di lode” con strumenti elettrici e microfoni.
Alternative insoddisfacenti
In molti cori, alcune donne cantano abitualmente la parte dei tenori. E nessuno si scandalizza più come un tempo. Ma i direttori raramente considerano le cosiddette “tenorette” un sostituto perfetto. Quando sono cantate da donne, le note basse del tenore possono suonare cupe e poco potenti.
Alcuni direttori di coro, tra cui Hill, chiedono ai contralti di aiutare i tenori con le note alte e ai bassi di aiutarli con quelle basse (può succedere anche che si chieda ai soprani, spesso la sezione più potente di un coro, di abbassare un po’ il volume).
Una soluzione più drastica è riscrivere la musica o comporne di nuova in modo diverso. Il formato standard per la musica corale si indica con la sigla Satb (soprano, contralto, tenore, basso). Gli editori hanno anche arrangiato opere corali celebri come il Requiem di Mozart per formazioni Sab (soprano, contralto, basso) o Sam (soprano, contralto, voci maschili).
Ai cori che gli commissionano dei brani Todd chiede informazioni sul loro equilibrio vocale e cerca di non dividere le parti dei tenori in una linea più alta e una più bassa, come facevano spesso i compositori del passato.
Si tratta di una scelta saggia, date le difficoltà demografiche dei cori. Ma la perdita di una voce si nota. A un certo punto il coro della signora Greiner in Germania aveva solo tre tenori, troppo pochi per sopravvivere a un’epidemia di raffreddore. Il coro ha provato a usare arrangiamenti per soprano, contralto e basso, ma li ha trovati deludenti. Le parti sembravano troppo basse per i tenori rimasti, ma troppo alte per i bassi. Non appena la situazione è leggermente migliorata, il coro è tornato felicemente agli arrangiamenti tradizionali.