È cominciato il declino di Javier Milei?
“Sapete chi è stato colpito più duramente dalla crisi economica? Io”, ha dichiarato il presidente ultraliberista argentino Javier Milei in occasione di un recente evento pubblico. “Sono l’unico il cui stipendio è rimasto bloccato. Sono il presidente meno pagato delle Americhe”.
“Difficilmente queste parole potranno essere apprezzate dagli argentini in difficoltà”, ha commentato l’Economist, ricordando che il tasso di gradimento di Milei è in forte calo. “È sceso di quasi trenta punti percentuali, toccando il livello più basso da quando è entrato in carica, nel dicembre 2023”.
Nell’ottobre scorso il partito di Milei, La libertad avanza (Lla), aveva vinto le elezioni legislative di metà mandato, un successo che aveva permesso al presidente di rilanciare al congresso il suo programma di tagli alla spesa pubblica e liberalizzazioni. “Ma oggi gli elettori hanno due grandi motivi per lamentarsi di Milei: gli scandali di corruzione e le difficoltà economiche”, ha sottolineato il settimanale britannico.
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Per quanto riguarda i primi, Milei è direttamente coinvolto in un caso di possibili manipolazioni legate al suo sostegno alla criptovaluta $Libra, mentre il suo capo di gabinetto Manuel Adorni è sotto inchiesta per arricchimento illecito.
Milei ha reagito attaccando la stampa. In appena quattro giorni, ad aprile, ha pubblicato su X più di ottanta messaggi contro i mezzi d’informazione, riproponendo anche uno slogan della destra statunitense: “Non odiamo abbastanza i giornalisti”. A metà aprile aveva perfino negato alla stampa l’accesso alla Casa Rosada, la sede della presidenza.
“Gli argentini avrebbero potuto ignorare le accuse di corruzione se l’economia fosse stata in salute. Ma non è così. L’inflazione, che era stata contenuta nella prima fase della presidenza Milei, ha ripreso a correre, raggiungendo a marzo il 33 per cento su base annua, mentre a febbraio il pil è sceso del 2,6 per cento rispetto al mese precedente”, ha sottolineato l’Economist, citando anche le centinaia di migliaia di posti di lavoro persi dal dicembre 2023.
A poco più di un anno dalle elezioni presidenziali, “i sondaggi mostrano che i salari bassi e la disoccupazione sono le principali preoccupazioni degli argentini”, ha affermato il settimanale, aggiungendo che Milei deve cambiare rotta subito se vuole sperare di recuperare consensi.
“La situazione politica ed economica ha raggiunto un punto di rottura, e lo si capisce anche dall’esagerato nervosismo del governo”, ha affermato il quotidiano argentino Página12, aggiungendo che “per la prima volta da quasi due anni e mezzo c’è la possibilità concreta che Milei non sia rieletto nel 2027”.
La Nación ha dedicato un articolo al caso Adorni, sottolineando il “sostegno totale” che gli sta dando Milei. “Ma nel governo si sta diffondendo un forte malessere. Alcuni esponenti dell’esecutivo temono che l’attuazione del programma passi in secondo piano rispetto ai problemi del capo di gabinetto”, ha affermato.
El Diario ha commentato la riapertura dopo una settimana della sala stampa della Casa Rosada: “Non si può parlare di buona notizia. È la dimostrazione che la chiusura era solo l’ennesimo capriccio del presidente”.
“Assediato dagli scandali in Argentina, Milei effettua un nuovo viaggio negli Stati Uniti”, ha titolato il 6 maggio il quotidiano spagnolo El País, sottolineando che si tratta della diciassettesima visita nel paese governato dal suo alleato Donald Trump.
“Nei suoi più di due anni di mandato, Milei ha percorso il territorio degli Stati Uniti con un interesse che non sembra avere per l’Argentina, dove ci sono province che non ha ancora visitato. A quanto pare è l’ambito internazionale, in cui si è imposto come punto di riferimento dell’estrema destra globale, quello che gli si addice di più, soprattutto in un momento in cui si moltiplicano gli scandali in patria”, ha aggiunto.
Simon Dunaway