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Le prove di Parigi contro Assad sull’attacco chimico

Siriani feriti durante l’attacco del 4 aprile lasciano l’ospedale Reyhanli ad Hatay, il 7 aprile 2017. (Ozan Kose, Afp)

Non convincerà chi non vuole sapere e non sorprenderà chi non si faceva già più illusioni sul regime siriano, ma fa comunque riflettere. Dopo l’analisi dei gas usati il 4 aprile contro la popolazione di Khan Sheikun, nella provincia di Idlib, e che hanno ucciso 88 persone tra cui 31 bambini, i servizi segreti francesi accusano Bashar al Assad per tre motivi.

Il primo è che il procedimento di fabbricazione di questi gas sarin è quello del Centro di ricerche e di studi scientifici del regime siriano. Il secondo è che l’aviazione del regime, in particolare un cacciabombardiere Sukhoi 22 ha bombardato Khan Sheikun il 4 aprile. Il terzo infine è che solo il presidente siriano e i suoi più stretti collaboratori sono abilitati – nella gerarchia del regime – ad autorizzare il gas nella lotta contro l’insurrezione.

Svelate ieri, 26 aprile, dal ministro degli esteri francese Jean-Marie Ayrault, queste conclusioni sono semplicemente terribili e confermano con prove concrete quello di cui nessuno ormai dubitava più, poiché l’insurrezione non dispone di aviazione e il regime siriano aveva da molto tempo sviluppato un’importante capacità di attività chimica.

Le bugie del governo di Assad
Gli stock costituiti in passato erano così importanti che, dopo l’attacco chimico che aveva fatto centinaia di vittime nell’agosto 2013 a Ghuta, una periferia di Damasco, il regime siriano aveva accettato su richiesta della Russia di disfarsi di queste riserve per evitare una reazione militare della Francia e degli Stati Uniti.

Tuttavia, come si poteva temere e come si vede oggi, non ha mantenuto la parola e al contrario ha conservato una riserva abbastanza importante di gas da usare in nuovi raid. Questo in totale contraddizione con gli impegni presi all’epoca e in violazione delle convenzioni internazionali sul divieto di armi chimiche.

Il problema di fondo è l’idea che Assad sia un utile argine contro il gruppo Stato islamico

Di fronte a questo rapporto la Russia ha subito dichiarato che senza dubbio è stato utilizzato gas sarin, ma che serve un’inchiesta internazionale per stabilire chi sia il responsabile. Chiaramente non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire e, per esempio in Francia, il vicepresidente del Front national Florian Philippot ha chiesto di vedere le prove dei servizi segreti francesi, di cui sembra dubitare in ricordo delle menzogne statunitensi all’epoca dell’intervento americano in Iraq.

Difficile vedere il collegamento tra i due fatti, ma possiamo anche dubitare del fatto che la Terra sia rotonda dato che la menzogna non è certo una rarità.

Ma il problema di fondo è la falsa idea che Assad sia un argine contro il gruppo Stato islamico (Is). Assad in realtà non ha mai lottato contro questa organizzazione, di cui invece ha agevolato la nascita, anzi lui stesso si è reso colpevole di più crimini dell’Is, contro il quale i militari francesi lottano ogni giorno rischiando la loro vita e ottenendo risultati preziosi, al contrario del macellaio di Damasco.

(Traduzione di Andrea De Ritis)

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