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La coabitazione forzata di due re

Non è mai una cosa semplice cambiare re. In particolare in un paese come la Thailandia, che nutriva, a livello popolare, un’autentica venerazione per Bhumibol Adulyadej, Rama IX, morto il 16 ottobre 2016 dopo settant’anni di regno. Suo figlio, Maha Vajiralongkorn, è salito al trono in questo paese governato dall’esercito con il nome di Rama X, preceduto da una cattiva reputazione di uomo volgare. La famiglia reale stessa sembra divisa sul suo conto.

La capitale, che deve osservare un anno di lutto, è pavesata con fasce di tessuto bianco e nero e ovunque ci sono i ritratti di padre e figlio, spesso uno accanto all’altro. Il nuovo re è sempre ritratto a colori, infagottato in un mantello dorato che è troppo grande per lui. Le foto a colori del padre, invece, sono vecchie. Sono gigantografie che per ragioni tecniche, economiche o anche semplicemente affettive sono troppo complicate da smantellare. Queste grandi immagini convivono e si confrontano con ritratti in bianco e nero più recenti dello stesso Rama IX. Immagini a volte usate anche per la pubblicità di una banca, come quelle, lunghe una cinquantina di metri, che si vedono all’uscita dall’aeroporto di Bangkok. Per adesso anche il culto della personalità del re della Thailandia deve accontentarsi di questo strano regime di coabitazione.

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