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L’egocentrico e geniale Kanye West e altre quattro canzoni per il weekend

Kanye West, Ultralight beam
In questi giorni, solo su Tidal, Kanye West ha reso disponibile in streaming il suo nuovo album, The life of Pablo. Non è chiaro quando lo pubblicherà. E ultimamente è difficile orientarsi nel delirio di tweet e dichiarazioni del rapper statunitense, quindi potrebbe succedere qualsiasi cosa. The life of Pablo è un disco un po’ ad alti e bassi, ma nel complesso conferma che, nonostante il suo insopportabile egocentrismo, Kanye West è un peso massimo della musica contemporanea. Pazienza se si paragona a Pablo Picasso o Pablo Escobar, quando si tratta di maneggiare campionamenti ha pochi rivali. È un album volutamente frammentario, una specie di Tumblr musicale (come ha scritto il New York Times). All’inizio lascia un po’ disorientati, ma cresce molto con gli ascolti. Tra i momenti migliori c’è il brano d’apertura, Ultralight beam, un moderno gospel arricchito dalle collaborazioni di Chance The Rapper e Kelly Price. Come detto, per ascoltare il disco al momento bisogna abbonarsi a Tidal e l’unica versione (non indimenticabile tra l’altro) del pezzo è questa, dal vivo al Saturday night live.

Malcom Holcombe, Another black hole
Malcom Holcombe è considerato un artista di culto negli Stati Uniti. Steve Earle, per esempio, è un suo grande fan. Le canzoni di Holcombe sono piene di “small town darkness”: storie ambientate nella provincia statunitense, cose che vi piaceranno se apprezzate la musica di Tom Waits e i libri di Cormac McCarthy. La sua voce sembra quella di uno che non si è risparmiato col whisky e le sigarette. Il suo nuovo album, Another black hole, è stato registrato a Nashville ed è uscito il 12 febbraio.

Tom Waits, The soul of a man
A proposito di “small town darkness”, è appena stata pubblicata God don’t never change, una compilation di cover di Blind Willie Johnson, il leggendario bluesman di inizio novecento che, si racconta, fu accecato da bambino con l’acido dalla matrigna. Tra gli artisti che hanno partecipato ci sono Tom Waits, Lucinda Williams e Sinead O’ Connor. Difficile non scegliere The soul of a man, che è semplicemente una delle canzoni più belle di sempre (a proposito, per chi non l’ha visto, consiglio lo splendido film di Wim Wenders). The soul of a man è un brano al quale è difficile, e perfino avventato anche solo avvicinarsi. A meno che tu non sia Tom Waits.

Dimitris Petsetakis, Endless
In trent’anni di carriera, il musicista e produttore greco Dimitris Petsetakis ha pubblicato solo due album: Missing links, uscito nel 1991, e Endless LP, pubblicato pochi mesi fa, che in realtà è più che altro una raccolta di inediti registrati nel corso degli anni. Endless LP raccoglie diverse perle di elettronica ambient, a tratti molto oscure.


Kula Shaker, Mountain lifter
La cultura indiana ha sempre influenzato la musica degli inglesi Kula Shaker, fin dai loro esordi negli anni novanta. Il nuovo album del gruppo, K 2.0, pubblicato dopo otto anni di silenzio, non fa eccezione. Il pezzo che chiude il disco si intitola Mountain lifter e riprende un’antica leggenda induista, quella di Krishna e della montagna Govardhan. La storia narra che il dio Krishna sollevò una montagna con il suo dito mignolo per proteggere la popolazione di Gokul dal diluvio. A questo racconto i Kula Shaker aggiungono i loro ingredienti preferiti: basso, batteria, chitarre elettriche e strumenti musicali indiani (sitar, shanai e non solo).

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