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Donald Trump ricorda qualcuno

È uno dei più noti imprenditori del paese. È molto ricco. È vanitoso. È ossessionato dai suoi capelli, o da quello che ne resta. Ha detto frasi come: “L’unica differenza tra me e gli altri candidati è che io sono più onesto e le mie donne sono più belle”. Oppure: “Ho molti amici gay, ma io sono un tradizionalista”. O anche: “Non lo faccio per i soldi. Ne ho già abbastanza, più di quelli che mi potrebbero mai servire”.

Ha cominciato la carriera nel settore edilizio e immobiliare. È stato proprietario di una squadra di football. È accusato di aver fatto affari con la mafia. Gli piace andare in tv. Fa battute maschiliste e politicamente scorrette. Ha cinque figli, alcuni dei quali lavorano con lui. Si è sposato più volte. Vuole guidare il paese perché è convinto che un imprenditore possa farlo meglio di un politico. Si presenta come un outsider.

Molti lo considerano un’anomalia. Un giornale ha scritto: “Per lui le regole non valgono”. Sfrutta il vuoto di leadership lasciato a destra. I suoi avversari pensano che non vincerà mai le elezioni.

È strano come Donald Trump provochi una leggera sensazione di déjà vu.

Questo articolo è stato pubblicato l’11 settembre 2015 a pagina 5 di Internazionale, con il titolo “Leggera”. Compra questo numero | Abbonati

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