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Uccelli

Fayetteville, Arkansas, Stati Uniti, 7 dicembre 2021. Peter McIndoe, il creatore di Birds aren’t real. (Rana Young, The New York Times/Contrasto)

Gli uccelli non esistono, non sono reali. Negli anni sessanta il governo statunitense ha cominciato a sterminarli e a sostituirli progressivamente con dei droni che sembrano uccelli veri. L’obiettivo è controllare la popolazione. Dodici miliardi di droni che ci spiano dall’alto giorno e notte. Lo ha rivelato una colossale fuga di notizie chiamata “Poultrygate”, lo scandalo del pollame: centinaia di email fatte trapelare da fonti interne alla Casa Bianca. Tutto confermato anche da un ex agente della Cia che ha deciso di uscire allo scoperto. Tra le prove più evidenti: gli uccelli si posano sui cavi elettrici per ricaricarsi.

Ovviamente è tutto falso: Birds aren’t real è una parodia, una presa in giro delle teorie del complotto. Se l’è inventata nel 2017 Peter McIndoe, un ragazzo di Memphis che oggi ha 23 anni. “Il mio modo preferito per descrivere il movimento è: combattere la follia con la follia”, ha detto al New York Times Claire Chronis, 22 anni, una delle organizzatrici.

In Italia le persone convinte che la Terra sia piatta sono, secondo una recente indagine del Censis, il 5,8 per cento della popolazione. Negli Stati Uniti la situazione è diversa e le teorie del complotto sono ancora più diffuse. Lo stesso McIndoe ha raccontato di essere cresciuto in una comunità profondamente conservatrice e religiosa dove gli hanno insegnato che l’evoluzionismo era un gigantesco “piano di lavaggio del cervello orchestrato dal Partito democratico e che Barack Obama era l’anticristo”.

Di sicuro uno degli aspetti interessanti di Birds aren’t real è che dimostra come sia possibile costruire a tavolino qualsiasi teoria, anche la più incredibile, e farla circolare liberamente sui mezzi d’informazione e su internet. Resta da capire se opporsi alla disinformazione producendo altra disinformazione non rischi di rafforzare proprio i meccanismi che si vogliono combattere oppure se, come sperano gli organizzatori, Birds aren’t real possa servire a far riflettere e a svelare il funzionamento di tutte le teorie del complotto.

Questo articolo è uscito sul numero 1440 di Internazionale.

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