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Giorni di fuoco per il premier iracheno

Il primo ministro iracheno Haider al Abadi a Baghdad, settembre 2014. (Thaier Al-Sudani, Reuters/Contrasto)

Il caldo di Bassora e il clima politico infuocato dalle continue manifestazioni in città hanno avuto ripercussioni anche sulla situazione politica a Baghdad. La prima seduta del nuovo parlamento è stata un totale disastro per il primo ministro in carica Haider al Abadi. Il premier si è mostrato molto nervoso, perché il sindaco di Bassora (che faceva parte della sua coalizione Al Nasr) lo ha incolpato della drammatica situazione della sua città.

Le chance di Al Abadi di ottenere un nuovo mandato per altri quattro anni alla guida del governo sono ormai quasi pari a zero. Tre diversi partiti hanno nettamente escluso una tale eventualità, dopo che anche l’ayatollah Al Sistani (considerato la più importante autorità sciita irachena) ha invocato un cambiamento ai vertici dello stato. Al Abadi è stato colui che più di tutti è uscito sconfitto dall’ondata di disordini che sta mettendo sottosopra Bassora. Anche Moqtada al Sadr (che con il suo movimento ha conquistato la maggioranza relativa in parlamento) ne ha chiesto le dimissioni. La sconfitta di Al Abadi è anche un duro colpo per gli Stati Uniti, che hanno investito fortemente in lui a scapito dei suoi amici.

Per contrastare l’influenza iraniana in Iraq la Casa Bianca ora accusa le milizie filo-Iran di aver condotto “attacchi potenzialmente mortali” contro il consolato USA a Bassora e contro l’ambasciata a Baghdad. Da parte sua Teheran incolpa gli Stati Uniti per l’assalto al consolato iraniano a Bassora, distrutto e dato alle fiamme dai manifestanti.

Le celebrazioni dell’Ashura, la festività religiosa sciita che quest’anno cade tra il 20 e il 21 settembre (in cui si commemora il sacrificio dell’imam Hussein, nipote di Maometto, nel 1338) sono una buona occasione per far dimenticare le colpe della leadership dei partiti sciiti rispetto alla situazione di Bassora. È per questo che l’ex primo ministro Nouri al Maliki ha organizzato una cerimonia collettiva per osservare i rituali del “lutto”, allestendo una sala dorata in cui poter mostrare il suo dolore insieme ai politici del suo partito. “In realtà si rattristano perché il loro partito Al Dawa dopo dodici anni di fallimenti ha perso la guida del governo”, è stato un commento su Facebook. E infatti, i giovani che protestano da settimane hanno trasformato le tradizionali celebrazioni dell’Ashura in una nuova occasione per organizzare manifestazioni pacifiche contro i principali partiti islamici, primo tra tutti Al Dawa, accusati dell’inefficienza dei servizi e della corruzione nel paese.

(Traduzione di Francesco De Lellis)

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