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Le milizie sciite preoccupano il governo di Baghdad

Per la prima volta il primo ministro iracheno Haider al Abadi ha criticato in modo chiaro e diretto le milizie sciite che partecipano all’offensiva su Mosul. Leggi

I bambini di Mosul a scuola di guerra

Nella parte ovest di Mosul, in Iraq, sono bloccati 200mila bambini. Qui lo Stato islamico ha cambiato i programmi scolastici: ora si insegna a combattere. Leggi

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Idee pericolose contro i cristiani in Medio Oriente

Due importanti personalità musulmane in Iraq e in Egitto hanno dichiarato che i cristiani sono infedeli. Ma sono stati duramente contestati. Leggi

Gli iracheni sono solidali con chi ruba per necessità

Un uomo è stato condannato a undici anni di carcere per aver rubato pannolini e latte artificiale per il suo bambino. Dai social network alle piazze, è scattata la protesta. Leggi

La liberazione dei cacciatori qatarioti lascia molti punti interrogativi

L’inizio della storia risale al dicembre del 2015, quando 26 cacciatori, in gran parte originari del Qatar, furono rapiti in Iraq da uomini armati non identificati. Leggi

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In fuga dagli scontri a Mosul
Il nuovo anno per gli yazidi
Le coraggiose voci dal fronte di Mosul

In questi giorni i giornalisti iracheni che coprono l’offensiva su Mosul stanno raccontando i violenti combattimenti che caratterizzano gli ultimi difficili passi dell’avanzata verso la Grande moschea, dove il leader del gruppo Stato islamico, Abu Bakr al Baghdadi, fece il suo primo – e ultimo – discorso. Leggi

A sud di Mosul
A Mosul le prime vittime della guerra sono i bambini

Negli ospedali iracheni i bambini piangono per la fame, sono gravemente malnutriti, e questo rende l’azione dei medici particolarmente difficile, perché se decidessero di nutrirli gli effetti potrebbero anche essere più gravi. Molti di questi bambini affamati provengono da Mosul, dove migliaia di civili sono bloccati all’interno della città e devono pagare il caro prezzo della guerra tra il gruppo Stato islamico e le forze governative irachene. Leggi

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Nel campo di Hammam al Alil
La battaglia di Mosul non è ancora finita

Dal giugno del 2014 Mosul è stata la roccaforte del gruppo Stato islamico in Iraq. Lo scorso ottobre le truppe irachene hanno lanciato un’offensiva per riconquistare la città sottraendo la parte est al controllo dei jihadisti. Ora l’esercito di Baghdad sta cercando di riconquistare la parte ovest. Centinaia di civili sono morti sotto i bombardamenti. Il video dal fronte di Gabriele Micalizzi e Daniele Raineri. Leggi

In Iraq 392mila persone sono scappate da Mosul dall’inizio dell’offensiva contro il gruppo Stato islamico
In Iraq 392mila persone sono scappate da Mosul dall’inizio dell’offensiva contro il gruppo Stato islamico. Oltre 300mila sono ospitate in campi che le Nazioni unite stanno ingrandendo. La battaglia tra l’esercito iracheno e i jihadisti per riconquistare la seconda città irachena è cominciata ad ottobre del 2016.
La bandiera che semina la discordia a Kirkuk

Il governo di Baghdad ha condannato la decisione delle autorità locali di Kirkuk di issare la bandiera curda sugli edifici pubblici della città. È un gesto che rischia di alimentare le tensioni etniche. Leggi

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Scontri a ovest di Mosul
Autobomba a sud di Baghdad
L’esercito iracheno assedia la grande moschea di Mosul.
L’esercito iracheno assedia la grande moschea di Mosul. Le forze dell’esercito iracheno stanno assediando i militanti del gruppo Stato islamico (Is) nella città vecchia di Mosul. Sono arrivati a un passo dalla conquista della grande moschea di al-Nuri. Si tratta di un luogo anche simbolicamente molto importante: è proprio da lì che nel 2014 il leader dell’Is fu proclamato califfo dello Stato islamico.
Un’inchiesta di Amnesty accusa gli Stati Uniti per le morti dei civili a Mosul.
Un’inchiesta di Amnesty accusa gli Stati Uniti per le morti dei civili a Mosul. Ai residenti di Mosul è stato detto di non lasciare le proprie case prima dei raid aerei del 17 marzo, che hanno causato la morte di più di 150 civili. Lo sostiene un rapporto dell’organizzazione umanitaria Amnesty International. Secondo Amnesty, la coalizione guidata dagli Stati Uniti in Iraq non ha preso le dovute precauzioni per evitare le morti dei civili mentre cerca di combattere il gruppo Stato islamico.
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