Francesca Gnetti

È una giornalista di Internazionale, si occupa di Africa e Medio Oriente.

Il processo che fa luce sugli abusi del regime siriano

Per la prima volta due alti funzionari dell’apparato di sicurezza del presidente Bashar al Assad sono portati davanti alla giustizia in Germania. È un precedente importante e un segnale per le vittime e i carnefici. Leggi

Nel mondo arabo le rivoluzioni restano in sospeso

Le misure contro il nuovo coronavirus hanno fermato le proteste in Medio Oriente e in Nordafrica. Ma gli attivisti cercano modi alternativi per tenere vivi i loro movimenti. Leggi

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A chi serve il collasso economico dell’Autorità Nazionale Palestinese

A giugno l’amministrazione Trump presenterà il suo accordo di pace per il Medio Oriente. Il timore è che la Casa Bianca tenti di comprare i palestinesi offrendogli investimenti in cambio della rinuncia a un loro stato indipendente. Leggi

La rabbia dei giovani sudafricani per il futuro che non c’è ancora

Il 27 aprile in Sudafrica si ricorda la fine dell’apartheid. Quest’anno centinaia di persone sono scese in piazza per protestare contro il governo dell’Anc guidato da Jacob Zuma. Le proteste s’inseriscono in un più ampio movimento per chiedere le dimissioni del presidente. Leggi

Due giorni ad Abu Dhabi per capire come funzionano le Nazioni Unite

Bianca, Rahzadie e Felix fanno parte dei 180 giovani di varie nazionalità che hanno partecipato al progetto Change the world model United Nations, organizzato dall’associazione italiana Diplomatici in collaborazione con la New York University di Abu Dhabi. Leggi

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La resistenza dei beduini in Cisgiordania

I beduini della tribù jahalin hanno tradizioni antiche e radicate e un forte legame con la terra. Vivono in condizioni difficili in una striscia di terra in Cisgiordania, circondati dalle colonie israeliane, e lottano per evitare un nuovo trasferimento. Leggi

L’uomo che raccontava il cuore di Hebron

Hashem Azzeh viveva con la sua famiglia a Tel Rumeida, un quartiere di Hebron da cui negli ultimi decenni sono state cacciate quasi tutte le famiglie palestinesi. Azzeh aveva deciso di resistere, di non lasciare la terra e la casa dove la sua famiglia ha vissuto per generazioni. Negli anni era diventato un punto di riferimento per chi si oppone all’occupazione israeliana con mezzi pacifici. Leggi

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