Zuhair al Jezairy

È direttore dell’agenzia di stampa Aswat al Iraq

Zuhair al Jezairy
Addio al minareto simbolo di Mosul 

I combattenti del gruppo Stato islamico (Is) hanno commesso un grave crimine contro il patrimonio culturale, facendo esplodere la grande moschea Al Nuri. Leggi

Il voto sull’indipendenza divide anche i curdi iracheni

I preparativi del referendum per l’indipendenza dei curdi, annunciato per il prossimo 25 settembre, non vanno lisci come ci si aspettava. Leggi

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Le milizie sciite preoccupano il governo di Baghdad

Per la prima volta il primo ministro iracheno Haider al Abadi ha criticato in modo chiaro e diretto le milizie sciite che partecipano all’offensiva su Mosul. Leggi

Idee pericolose contro i cristiani in Medio Oriente

Due importanti personalità musulmane in Iraq e in Egitto hanno dichiarato che i cristiani sono infedeli. Ma sono stati duramente contestati. Leggi

Gli iracheni sono solidali con chi ruba per necessità

Un uomo è stato condannato a undici anni di carcere per aver rubato pannolini e latte artificiale per il suo bambino. Dai social network alle piazze, è scattata la protesta. Leggi

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La liberazione dei cacciatori qatarioti lascia molti punti interrogativi

L’inizio della storia risale al dicembre del 2015, quando 26 cacciatori, in gran parte originari del Qatar, furono rapiti in Iraq da uomini armati non identificati. Leggi

Le coraggiose voci dal fronte di Mosul

In questi giorni i giornalisti iracheni che coprono l’offensiva su Mosul stanno raccontando i violenti combattimenti che caratterizzano gli ultimi difficili passi dell’avanzata verso la Grande moschea, dove il leader del gruppo Stato islamico, Abu Bakr al Baghdadi, fece il suo primo – e ultimo – discorso. Leggi

La bandiera che semina la discordia a Kirkuk

Il governo di Baghdad ha condannato la decisione delle autorità locali di Kirkuk di issare la bandiera curda sugli edifici pubblici della città. È un gesto che rischia di alimentare le tensioni etniche. Leggi

Dopo la battaglia di Mosul, per l’Iraq si annunciano giorni difficili

L’esercito iracheno è a pochi metri dal centro di Mosul. Si avvicina la fine della sanguinosa guerra contro il gruppo Stato islamico. Ma gli abitanti di Baghdad sono preoccupati per le tensioni che emergeranno nel prossimo futuro. Leggi

Gli abitanti di Mosul sono stretti tra due minacce

Per i civili che vivono nella città irachena i pericoli aumentano man mano che l’esercito di Baghdad avanza nel centro. Il capo della polizia federale ha annunciato che le forze irachene controllano il ponte di ferro sul fiume Tigri, e si trovano ormai ad appena 800 metri dalla Grande moschea. Leggi

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Il mese più difficile per gli abitanti di Mosul

Mentre nella parte ovest di Mosul i combattimenti s’intensificano, molti iracheni hanno condiviso sui loro profili Facebook e Twitter la foto di una donna che scappa dalla città stringendo uno dei suoi due figli al petto e tenendo l’altro per mano. È diventata il simbolo dell’orrore dei profughi per la guerra. Leggi

Un piano per il futuro di Mosul

Il giornalista curdo Delovan Barwari ha seguito le ultime operazioni militari a Mosul dalle file dell’esercito. Anche se ha constatato che il morale delle truppe è alto, lui si dice poco ottimista. Barwari è convinto che molti jihadisti siano riusciti a scappare o a infiltrarsi fra i profughi. Leggi

Il ritorno in scena di Moqtada al Sadr fa salire la tensione a Baghdad

In Iraq i seguaci del religioso sciita scendono in piazza per chiedere la riforma della commissione elettorale. Negli scontri con la polizia e l’esercito sono già state uccise più di sei persone. Leggi

Quattro amici iracheni e le minacce di Donald Trump

Io e tre miei amici abbiamo cercato di immaginare come si comporterà il presidente statunitense Donald Trump in relazione al Medio Oriente. Kawa Asaad, un attivista politico di 54 anni, pensa che “assisteremo presto a nuove guerre. La più vasta e sanguinosa sarà quella degli Stati Uniti, sostenuti dai loro alleati locali, contro l’Iran”. Leggi

La prossima fase della battaglia di Mosul

Anche se gli Stati Uniti hanno già quasi seimila soldati in Iraq, il primo ministro iracheno Haider al Abadi ha chiesto altri rinforzi in vista della prossima fase dei combattimenti. Leggi

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Un messaggio d’avvertimento per i giornalisti indipendenti in Iraq

Il 26 dicembre la giornalista irachena indipendente Afrah Shawki è stata rapita da sconosciuti. È stata liberata sei giorni dopo. Poco prima del sequestro aveva scritto degli articoli sull’uso illegale delle armi da parte delle milizie. Leggi

Gli iracheni non perdono la speranza che il 2017 sia un anno di pace

Gli iracheni ricorderanno il 2016 come un altro anno nero nella storia del loro paese, in particolare per le vittime dell’offensiva su Mosul e della violenza di stampo tribale. Ma non hanno rinunciato ai festeggiamenti di Natale. Leggi

Gli alti costi della guerra pesano sul futuro di Mosul

Le operazioni militari per liberare Mosul dal gruppo Stato islamico vanno a rilento. Per liberare la città serviranno mesi, non settimane. Ma intanto il costo della guerra continua a salire. Leggi

In bici per Baghdad per sfidare i conservatori

L’artista musulmana Marina Jaber, 25 anni, è apparsa per le strade di Baghdad a bordo della sua bicicletta con un grande sorriso di sfida. La sua intenzione era rivendicare il suo posto nella società. Leggi

Un’ombra sul futuro delle relazioni tra Iraq e Arabia Saudita

I rapporti tra l’Iraq e l’Arabia Saudita sono peggiorati ufficialmente la settimana scorsa, mentre a Kerbala si svolgeva la grande processione dei musulmani sciiti al mausoleo dell’imam Hussein. Leggi

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