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A Najaf un episodio rivela le tensioni con il governo centrale

L’aeroporto di Najaf, Iraq, 23 settembre 2021. (Ali Najafi, Afp)

Un semplice incidente nella città di Najaf, il luogo sacro per gli sciiti di tutto il mondo, ha aperto un conflitto tra i due partiti al potere nel governatorato locale e il governo centrale iracheno. In una strana casualità, un bambino mendicante è riuscito a eludere tutti i controlli, i cani da guardia, gli scanner e le videocamere e si è intrufolato nell’aeroporto della città cercando di imbarcarsi su un aereo.

L’incidente potrebbe essere stato un semplice errore tecnico o di sicurezza. Si potrebbe anche accettare la versione ufficiale dell’amministrazione aeroportuale, secondo cui l’intruso sarebbe riuscito a eludere i controlli proprio perché giovane, confondendosi con la folla di viaggiatori. Ma una commissione investigativa è arrivata a Najaf dalla capitale Baghdad per determinare le circostanze di questa violazione dei protocolli di sicurezza nell’aeroporto cittadino.

Scontro sui contratti di gestione
L’incidente, infatti, si colloca nel quadro di uno scontro tra partiti sul rinnovo dei contratti per la gestione della sicurezza degli aeroporti iracheni, e in particolare di quello di Najaf.

A Baghdad il governo ha già appaltato la gestione dell’aeroporto a un’azienda britannica. Nel gennaio 2020 un drone statunitense ha sferrato gli attacchi in prossimità dell’aeroporto della capitale in cui rimasero uccisi il comandante delle forze iraniane Al Quds, Qassem Soleimani, e il vicecapo delle forze di mobilitazione popolare, Abu Mahdi al Muhandis. Da quel momento è cominciato uno scambio di accuse reciproche tra i partiti al governo per stabilire a chi spetta la responsabilità di garantire la sicurezza negli aeroporti. Lo scontro politico, inoltre, si colloca sullo sfondo di un conflitto più esteso, quello tra Stati Uniti e Regno Unito da un lato, e l’Iran con le sue milizie dall’altro.

Ogni mese migliaia di pellegrini, principalmente provenienti dall’Iran, transitano attraverso l’aeroporto di Najaf per visitare la città sacra degli sciiti, dove sorge, tra l’altro, il santuario dedicato all’imam Ali, il cugino del profeta Maometto. Fuori dal controllo del governo centrale, lo scalo di Najaf rappresenta una fonte di finanziamento per i due partiti del distretto. Ma l’incidente del bambino che è riuscito a eludere i controlli potrebbe essere usato dal governo di Baghdad e dai partiti avversari come pretesto per denunciare l’inettitudine di chi ha avuto in gestione la sicurezza finora e per riprendere il controllo dello scalo nel sud del paese.

(Traduzione di Francesco De Lellis)

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