È il direttore di Internazionale. Per scrivere alla rubrica: settimana [at] internazionale.it
A Roma era quasi buio alle 19.55 del 12 maggio 1977. In piazza Giuseppe Gioacchino Belli, a Trastevere, un proiettile colpì all’addome una ragazza che si chiamava Giorgiana Masi. Non aveva ancora compiuto 19 anni.
Durante il dibattito televisivo tra Nicolas Sarkozy e François Hollande, quattro giornalisti tra i 22 e i 29 anni hanno dato vita al Véritomètre, una sorta di macchina della verità in diretta e su Twitter.
Produrre dati non è mai stato così facile.
Khayman, pseudonimo di uno studente di liceo francese che deve fare un compito in classe, copia tutta una voce di Wikipedia. Consegna il compito. Ma poi gli viene un dubbio.
Sergey Brin ha fondato Google con Larry Page quando aveva 25 anni. Oggi ne ha 38 ed è miliardario.
Instagram è un’azienda fondata in California 551 giorni fa. Ha tredici dipendenti e zero ricavi. Facebook l’ha comprata per un miliardo di dollari.
Trentanove notizie sulla peggiore siccità degli ultimi sessant’anni, dieci sulla crisi in Costa d’Avorio, nessuna sugli scontri nella Repubblica Democratica del Congo.
A Londra, cinquemila lettori e lettrici sono andati al festival del Guardian per ascoltare giornalisti, blogger, critici gastronomici, economisti, scrittori, disegnatori, autori di cruciverba.
Una parte delle accuse contro la Apple erano inventate. Ma il vero scandalo è un altro.
La radio è uno dei mezzi di comunicazione che hanno saputo sfruttare meglio le innovazioni tecnologiche.
“Quanta gente canta se sa cantare, ma quanta di più canta lo stesso anche se cantare non sa”.
Tra i film che hanno vinto gli Oscar ce n’è uno bellissimo. È Una separazione, del regista iraniano Asghar Farhadi.
Chi pensa bene scrive bene.
La scorsa settimana sulla copertina di Time c’era Mario Monti. All’interno un profilo del presidente del consiglio italiano, in partenza per una visita ufficiale negli Stati Uniti.
Il posto è importante. Il posto dove nascono le idee, per esempio.
Noi, i cosiddetti consumatori, abbiamo un grande potere: quello di scegliere cosa comprare.
Fino all’inizio del novecento c’erano le carrozze con i cavalli. Poi sono arrivate le automobili e le carrozze sono scomparse.
“Apparirebbe come una reggia galleggiante, maestosa e terribile, a una povera anima che fosse qui sull’oceano di notte, da sola in un gommone”.
La maggioranza degli italiani dice che la democrazia può funzionare anche senza i partiti.
Ecco i buoni propositi della redazione di Internazionale. E i vostri?
Come fanno i brasiliani ad avere un’economia in crescita, il debito sotto controllo e la disoccupazione in calo?