Nato nel 1945 a Wallsend, in Gran Bretagna, è professore di storia alla Yale University.
Politicamente queste persone non contano nulla: nessuno di loro vota, non hanno lobbisti al loro servizio e non hanno mai incontrato il loro senatore al country club.
Il declino del dollaro americano, la crisi del sogno europeo, la corsa alle armi in Asia e la paralisi dell’Onu: messi insieme, questi elementi indicano che stiamo entrando in acque inesplorate.
Dieci anni dopo il crollo delle torri gemelle, gli Stati Uniti sono sempre più isolazionisti e distratti: non si curano più dei cambiamenti globali e i problemi interni aumentano.
Sullo sfondo si muovono tendenze globali più preoccupanti, che anche nei migliori giornali del mondo vengono appena accennate. Come la crescita della popolazione.
Gli Stati Uniti dovranno dire addio ai tempi in cui potevano risolvere il problema del loro deficit colossale semplicemente stampando dollari, mentre gli altri paesi non potevano farlo.
L’America, nel bene e nel male, è ancora il banchiere del mondo e il dollaro continua a essere la valuta più usata negli scambi internazionali.
La ragione per cui gli Stati Uniti non dovrebbero chiedere un rafforzamento della moneta cinese sui mercati mondiali è geopolitica.Indebolire la propria moneta vuol dire perdere influenza.
Il futuro geopolitico, e quindi economico, di Seoul dipende molto più dalle mosse di altre potenze che non dal suo impegno.
Varie amministrazioni statunitensi sono state accusate di mancare di una visione complessiva dei problemi internazionali e di esser prive di una “grande strategia”.
“Gli uomini fanno la propria storia, ma nelle circostanze che essi trovano davanti a sé, determinate dai fatti e dalla tradizione”. Così scriveva Karl Marx. Ed è utile rileggerlo, pensando a Obama.
La Terra non è un posto adatto per essere occupato da una forma di vita intelligente. È l’ideale per vendere modelli di Blackberry sempre più sofisticati, ma non per viverci.
Assisteremo a un nuovo, grande spostamento dei rapporti di forza a livello globale.
Obama non deve mostrarsi più deciso con l’Iran, perché l’America non deve decidere nulla.
Lo stato è tornato in scena per riprendere il controllo della finanza e della politica.
Come fanno i brasiliani ad avere un’economia in crescita, il debito sotto controllo e la disoccupazione in calo?