×

Fornisci il consenso ai cookie

Internazionale usa i cookie per mostrare alcuni contenuti esterni e proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso, consulta questa pagina.

Libri  da sfogliare e mostre da vedere questo weekend

Moletsane swimming pool, 2009, dalla serie Soweto. (Jodi Bieber)

The photo/book cloud
La Nuvola dell’Eur, Roma
Fino al 10 dicembre 2017
Per la prima volta la Fiera della piccola e media editoria di Roma ospita uno spazio dedicato alla fotografia. La curatela è affidata ad Arianna Rinaldo, direttrice artistica del festival Cortona on the move, e Chiara Capodici di Leporello photobooks. Lo spazio presenta una selezione di libri fotografici e due mostre prodotte da Cortona on the move: Zurumbático del fotografo venezuelano Luis Cobelo, un omaggio personale al romanzo di Gabriel García Márquez Cent’anni di solitudine; e Dear japanese, di Miyuki Okuyama, sulla vita delle famiglie giapponesi fuggite nei Paesi Bassi durante la seconda guerra mondiale. Capodici ha curato un’altra mostra dedicata ai libri fotografici più interessanti pubblicati nel 2016 e nel 2017 da case editrici nate da poco e piccole, o autoprodotti dagli stessi autori. Inoltre, lo spazio prevede anche presentazioni, incontri con gli autori e letture di progetti di libri.

Rafal Milach,The first march of gentlemen
Fonderia 20.9, Verona
Fino al 13 gennaio 2018
La mostra è dedicata a uno dei lavori più recenti del fotografo polacco, un progetto in cui ha unito fotografia d’archivio, arte e collage. Nel 2016, durante la sua residenza d’artista a Września, in Polonia, facendo ricerche sul passato della città, ha scoperto il lavoro del fotografo amatoriale Ryszard Szczepaniak, che negli anni cinquanta e sessanta fotografò la popolazione locale. Milach ha unito questo materiale d’archivio a un fatto storico che segnò la città di Wrzesnia nei primi anni del novecento, quando genitori e studenti protestarono contro l’imposizione del tedesco come unica lingua nelle scuole. Il risultato finale è un mondo immaginario dove le fotografie d’archivio sono state ritagliate e incollate all’interno di scenografie geometriche e colori accesi, in una forma che richiama quella dei libri per bambini.

James Nachtwey, Memoria
Palazzo Reale, Milano
Fino al 4 marzo 2018
Curata da Roberto Koch e dallo stesso James Nachtwey, è divisa in diciassette sezioni e ospita duecento immagini tratte dai reportage più significativi realizzati nei suoi trentacinque anni di carriera. Dal genocidio in Ruanda nel 1994 all’attacco contro le Torri Gemelle nel 2001, fino ai flussi migratori verso l’Europa. “Il mio punto di vista nelle storie che racconto è quello delle persone che le stanno vivendo e che ne soffrono le conseguenze”, spiega Nachtwey. “Nel breve periodo la documentazione visiva può diventare un elemento essenziale nel processo di cambiamento. Mentre sul lungo è un modo per studiare la storia e, nel migliore dei casi, imparare una lezione da quei fatti”, aggiunge.

Jodi Bieber, Between darkness and light
Fondazione Carispezia, La Spezia
Fino al 4 marzo 2018
In mostra più di duecento foto scattate dalla fotografa sudafricana diventata famosa con il ritratto di Bibi Aisha, una giovane donna afgana con il volto sfigurato, con cui ha vinto nel 2011 il World press photo. “Per me è stata una grande fortuna scoprire la fotografia perché mi ha permesso di esplorare e capire il mio paese”, ha detto Bieber. La mostra ripercorre la storia del Sudafrica dalla fine dell’apartheid al 2010. Tra i lavori esposti ci sono Between dogs & wolves – Growing up with South Africa, “un viaggio di dieci anni cominciato nel 1994 con le prime elezioni democratiche nel paese”, e Going home – Illegality and repatriation, sull’immigrazione e le politiche del rimpatrio in Sudafrica.

Giuseppe Palumbo, Visioni del sud
Museo delle Civiltà, Roma
Fino al 7 febbraio 2018
Più di 1700 lastre fotografiche che ritraggono il Salento tra il 1907 al 1959 tratte dall’archivio di Giuseppe Palumbo e rimaste dimenticate per sessant’anni. L’allestimento è stato costruito per dialogare con gli spazi e i temi del museo di arti e tradizioni di Roma. Intellettuale e studioso, Palumbo dedicò al suo territorio e ai suoi abitanti una serie di reportage che lo portarono a dedicarsi alla conservazione del patrimonio naturale del suo territorio. Oltre alla sezione delle foto originali, ci sono anche rielaborazioni e riletture da parte di artisti, designer, scrittori, film-maker e musicisti.

Per segnalare una mostra di fotografia scrivere a: mostre@internazionale.it

pubblicità